Il FIT deve essere ripetibile, non si può essere estromessi così dalla scuola. Lettera

di redazione
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Luca Gallo insegnante II fascia abilitato TFA – Scrivo questa lettera per denunciare ancora una volta il diverso trattamento riservato agli abilitati TFA/PAS rispetto ai vecchi abilitati SISS/PERCORSO RISERVATO 2005.

In pratica tutti sanno che i vecchi abilitati hanno avuto l’ accesso diretto al ruolo in quanto inseriti in GAE, mentre per glii abilitati TFA/PAS sembra che gli esami non finiscono mai, infatti dopo l’ ennesimo concorso che vedrà alcuni candidati fare degli spostamenti assurdi da una parte all’ altra d’ Italia, con dispendio di tempo, economico e di energie, per una prova diciamolo pure del tutto ininfluente, o meglio tutto questo ambaradan servirà per la costituzione di una nuova graduatoria regionale (GRAME),il cui percorso (FIT) non è stato ancora regolamentato per legge.

Per gli abilitati TFA/PAS si prevede di fare solo il terzo anno di detto percorso che rispetto al vecchio anno di prova risulta molto più difficoltoso, basta pensare solo al progetto di ricerca-azione che va oltre la didattica e gli impegni  quotidiani di un’ insegnante, per non parlare della formazione professionale obbligatoria, dei laboratori, delle 24 ore di affiancamento di un tutor in classe,l’ esame finale, quindi un vero tour de force, un anno a dir poco arduo, ma la ciliegina sulla torta è rappresentata dal fatto che l’ anno di prova non è ripetibile con il percorso FIT.

Spero che questa ingiustizia venga rivista, anche perchè rispetto al passato con il FIT l’ anno di prova si svolge firmando un contratto a tempo determinato, per cui in caso di esito negativo dell’ anno di prova, si è praticamente estromessi dalla scuola e probabilmente dal mondo del lavoro,vista l’ età media alta degli abilitati che da anni lavorano in silenzio da precari nelle scuole e che contribuiscono al buon funzionamento delle stesse.

Per concludere, ben venga la valutazione in itinere nell’ anno di prova, ma che sia concesso la ripetizione dell’ anno di prova, come è sempre stato concesso fino ad oggi, altrimenti si continuerà ad alimentare quel clima di ingiustizia che regna nella scuola da ormai troppi anni.

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