Il docente non è coperto dal diritto di privacy mentre fa lezione

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Giulia Boffa – Se una maestra è sospettata di violenze sui bambini, è possibile filmare all’interno dell’aula le lezioni per verificare il comportamento e quindi avere delle prove senza richiedere il permesso del gip. A questa conclusione è giunta la Corte di Cassazione con la sentenza n. 33593 del 3 settembre 2012, come riporta un articolo del "Sole 24 ore".

Giulia Boffa – Se una maestra è sospettata di violenze sui bambini, è possibile filmare all’interno dell’aula le lezioni per verificare il comportamento e quindi avere delle prove senza richiedere il permesso del gip. A questa conclusione è giunta la Corte di Cassazione con la sentenza n. 33593 del 3 settembre 2012, come riporta un articolo del "Sole 24 ore".

 La sentenza è stata emessa come risultato di un ricorso di una maestra accusata di violenze sui suoi alunni di una scuola primaria, incastrata dai video, che la maestra giudicava inutilizzabili perché girati all’interno della scuola che gode dello ius escludendi e pertanto non può essere considerato come un qualsiasi luogo pubblico; in più, non erano state registrate conversazioni, ma spiati "comportamenti comunicativi" e in questo caso, secondo la ricorrente, occorre l’autorizzazione del giudice per le indagini preliminari.

Il ricorso è stato rifiutato dalla Corte di Cassazione, che pur ammettendo lo ius escludendi, ha dato una interpretazione diversa della privacy a scuola, considerando il divieto di accesso solo come un diritto a svolgere senza disturbo le lezioni favorendo il lavoro dell’insegnante, ma non mira alla tutela della riservatezza del docente. Pertanto i video sono prove inconfutabili da usare anche senza autorizzazione del GIP.

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