Il docente curricolare è assente: è giusto che a sostituirlo sia il docente di sostegno?

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La presenza dell’insegnante di sostegno rappresenta una risorsa non solo per l’alunno con disabilità ma per tutta la classe. Ribadita la sua contitolarità delle sezioni e delle classi in cui opera (Art. 315 comma 5 D.lgs 297/1994 Testo Unico comparto scuola), la prassi vuole che sovente nelle scuole si confonda il suo ruolo adducendolo a quello di cosiddetto “tappabuchi”, infatti nonostante la normativa vigente  spesso il docente di sostegno viene utilizzato per la sostituzione di colleghi curriculari assenti.

Cosa prevede la normativa

A ricordare che il docente di sostegno non può essere utilizzato per fare le sostituzioni, intervengono le seguenti Note:

circolare del MIUR n.4274 del 4 agosto 2009 “Linee guida sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità”:

“L’insegnante per le attività di sostegno non può essere utilizzato per svolgere altro tipo di funzioni se non quelle strettamente connesse al progetto d’integrazione, qualora tale diverso utilizzo riduca anche in minima parte l’efficacia di detto progetto”.

MIUR nota prot. n. 9839/2010:
“Appare opportuno richiamare l’attenzione sull’opportunità di non ricorrere alla sostituzione dei docenti assenti con personale in servizio su posti di sostegno, salvo casi eccezionali non altrimenti risolvibili”.

La priorità all’alunno con disabilità

Le note su citate evidenziano come la tutela del diritto allo studio e all’inclusione dell’alunno disabile, siano legate al ruolo del docente di sostegno che non deve essere demandato alla sostituzione dei colleghi assenti.

Il docente di sostegno durante le sue ore di servizio non può essere chiamato a sostituire i colleghi assenti nemmeno nel caso si dovesse verificare l’assenza di un collega della classe di cui è titolare, sia che si tratti di un’assenza dovuta ad un permesso breve che ad una malattia, in quanto nella funzione di supplente oltre a negare all’alunno con handicap e alla classe, il suo supporto, va anche ad inficiare il contratto che lo lega al suo ruolo di docente di sostegno.

Quali sono i casi altrimenti risolvibili

La nota ministeriale n° 9839/2010 in merito alla sostituzione di docenti assenti da parte del personale in servizio su posti di sostegno, fa esplicito riferimento a “casi non altrimenti risolvibili”.

Quali sono questi casi?

Affinché il docente di sostegno possa supplire dovranno verificarsi i seguenti casi:

L’alunno con handicap deve essere assente

Eccezionalità del caso non altrimenti risolvibili: tale condizione si verificherà dopo che le soluzioni indicate (sostituzione con personale in esubero, con ore a disposizione, con attribuzione di ore eccedenti nel limite delle risorse assegnate) non risultino praticabili o sufficienti, solo in questi casi e nell’impossibilità di convocare supplenti, si potrà ricorrere all’insegnante di sostegno.

Chiedere al Dirigente Scolastico l’ordine di servizio scritto quando si è costretti a lasciare l’alunno per una sostituzione

Nel caso si dovessero presentare i casi non risolvibili e l’alunno è presente in classe (segnaliamo che si fa riferimento ad alunni non gravi, in quanto nei casi con sentenza Tar, ricorre solitamente il buon senso e il rispetto ligio delle norme anche se tutti gli alunni con disabilità, qualunque sia il loro handicap, hanno il diritto di essere tutelati sempre e in ogni momento della loro permanenza a scuola) è consigliabile chiedere al Dirigente Scolastico un ordine di servizio scritto al fine di tutelarsi da eventuali responsabilità nei confronti dell’alunno e della classe stessa. Infatti il docente di sostegno se dovesse avvenire un infortunio nella classe di titolarità, mentre è in sostituzione in un’altra classe, senza un ordine di servizio scritto, risponde contrattualmente per i danni subiti dall’alunno e per responsabilità extracontrattuale per i danni arrecati da un alunno ad altro alunno (art. 2048 del Codice Civile).

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