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Il diritto di abitazione va inserito nella dichiarazione precompilata con 730?

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Il diritto di abitazione va indicato in dichiarazione dei redditi solo in un caso specifico.

Alle volte compilare la dichiarazione dei redditi fa sorgere dubbi e perplessità. Cerchiamo di scioglierne qualcuno rispondendo alla domanda di una nostra lettrice che ci scrive:

Buonasera,
vorrei capire se le precompilate che mi arrivano con riquadro B in bianco sono corrette.
Papà molti anni fa mi portò da un notaio per concedermi il diritto di abitazione (cosa che risulta nel mio cassetto fiscale, anche se con una dicitura diversa di usufrutto e ho visto la copia del notaio su cui c’è scritto chiaramente diritto di abitazione).

Le istruzioni del 730/2022 mi confondono e sembrano dicano che il titolare di altri diritti reali oltre alla proprietà debba compilare il riquadro B con il valore della rendita catastale. Il titolare in questo caso sarei io e papà il proprietario, giusto?
Lo feci presente una volta a un commercialista, ma minimizzò dicendo che non era importante e di non preoccuparmi.

Ovviamente essendo lì a titolo gratuito non pago affitti, né IMU risultando per me prima casa pure essendo papà il proprietario e non ci sono contratti in essere.
Per la mia situazione economica ai fini ISEE ho visto in simulazione che non cambia nulla inserendo “altro es. comodato gratuito” senza richiesta del valore di rendita catastale o “altri diritti reali” con il valore della rendita catastale.

E corretto non compilarlo da parte mia o devo far correggere (sempre che sia errato) la situazione di precompilate arrivate così da anni?
Ai fini fiscali cambia qualcosa per me e lo Stato?
Inserendo il valore della rendita potrei detrarre o dedurre qualcosa o dovrei dare qualcosa in più allo Stato?
Grazie in anticipo

Diritto di abitazione e 730

Il diritto di abitazione prevede l’indicazione dell’immobile sulla dichiarazione dei redditi solo quando ne beneficia il coniuge superstite (nel caso la casa sia intestata solo al defunto o a entrambi i coniugi, e vi siano anche altri eredi). In questo modo, esercitando il diritto di abitazione esonera se stesso e gli altri eredi dal pagamento dell’IMU sulla parte di immobile ereditata. Ma ricordiamo che il coniuge superstite, essendo anche erede del defunto, acquisisce anche parte della proprietà dell’immobile.

In tutti gli altri casi di usufrutto e anche di nuda proprietà la rendita catastale dell’immobile non va indicata nel quadro B del 730 (e in nessun altro quadro). E ad indicarlo è anche l’Agenzia delle Entrate nella pagina dedicata a questo argomento visto che afferma “Si ricorda che tra gli altri diritti reali rientra, se effettivamente esercitato, il diritto di abitazione spettante, ad esempio, al coniuge superstite ai sensi dell’art. 540 del c.c. ed al coniuge separato, convenzionalmente (è esclusa la separazione di fatto) o per sentenza. Il diritto di abitazione si estende anche alle pertinenze della casa adibita ad abitazione principale. In caso di usufrutto o altro diritto reale il titolare della sola “nuda proprietà” non deve dichiarare il fabbricato.”

A mio avviso, quindi, può star tranquilla sulla correttezza delle precompilate che ha ricevuto in questi anni, non essendoci nulla da correggere.

 

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