Il dirigente “servant leader”, la Ricerca-Azione e la formazione dei docenti: in allegato la griglia metodologica

Stampa

Come guidi gli insegnanti, gli studenti e il personale amministrativo-tecnico-ausiliario scolastico nell’ambiente difficile di oggi? Il tuo stile di leadership aiuta le persone a crescere e diventare più autonome? Di tutti i diversi stili di leadership, il “servant leader” è quello che ha maggiori probabilità di raggiungere questo obiettivo. Diamo uno sguardo più approfondito a questo straordinario stile di leadership per calarci, poi, sul modello della “Ricerca-azione” e sulla modalità con la quale si esperisce il ruolo del dirigente scolastico in questa scuola che dovrebbe progredire e migliorare.

Guidare servendo gli altri

Come suggerisce il termine, un “servant leader” guida servendo gli altri. I “servant leader” antepongono i propri interessi e i bisogni personali a beneficio del team scolastico che guidano con energia, coraggio e determinazione. Questi leader attribuiscono un alto valore allo sviluppo della loro squadra, lavorano per costruire una comunità in cui i membri condividono il potere.
Dirk van Dierendonck, afferma che i migliori leader hanno sei caratteristiche chiave della leadership servant. Vediamole appresso.

Responsabilizzare e sviluppare le persone

Si tratta di consentire a tutti di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Il leader riconosce le capacità e i talenti di coloro che guida e li incoraggia a seguirli. L’idea è incoraggiare la crescita personale di tutti i membri del team.

Umiltà

Con questo atteggiamento di base, il leader riconosce di non sapere tutto, che i dipendenti hanno anche conoscenze ed esperienze preziose per contribuire. L’umiltà predice una leadership efficace. L’umiltà è associata alla riduzione al minimo delle differenze di stato, all’ascolto dei subordinati, alla richiesta di input, all’ammissione degli errori e alla disponibilità a cambiare rotta quando un piano sembra non funzionare.

Autenticità

Le persone si fidano dell’autenticità e rifiutano istintivamente comportamenti falsi. Un leader sarà considerato autentico se agisce con integrità, porta avanti gli impegni e mostra coerenza nel suo comportamento. Il leader deve dimostrare di essere fedele a se stesso e deve incoraggiare i suoi seguaci a essere fedeli anche a se stessi.

Accettazione interpersonale

Un grande leader ha la capacità di accettare gli altri e di relazionarsi con i loro sentimenti e con ciò che li motiva. Questa è anche una cultura della leadership in cui si praticano empatia e perdono poiché è chiaro che le persone possono e commettono errori. Nonostante ciò, il loro comportamento non deve impedire loro di svilupparsi. Accettando tutti nella scuola, dal custode, a ogni insegnante e studente per le loro prospettive uniche, il leader fa sentire a ogni individuo che sono importanti.

Fornire indicazioni

Questo è ciò che riguarda la leadership: fornire una direzione. Tutti dovrebbero sapere cosa ci si aspetta da loro, quali sono i loro obiettivi particolari. Idealmente, il “servant leader” riuscirà a creare il tipo di ambiente in cui la partecipazione è percepita come significativa. Dierendonck lo spiega così: “Per fornire una direzione, il servant leader deve rendere il lavoro dinamico e adattarlo alle capacità e alle esigenze dei dipendenti”.

Amministrazione

Dierendonck considera la gestione come la volontà di assumersi la responsabilità dell’istituzione più grande e di concentrarsi sul servizio invece che sul controllo e sull’interesse personale. Un dirigente servitore è un esempio da seguire per gli altri e mostra come agire nell’interesse comune. Questo stile di leadership non è facile. Chi l’ha provato, dice che è uno stile di leadership difficile da seguire, ma è uno che può trasformare un’istituzione dall’interno verso l’esterno.

La Ricerca-Azione

Ciò è tanto più utile quanto maggiore è l’attenzione all’autonomia e alle numerose situazioni più pressanti e più urgenti. Scrivono Melissa Dargenio, Rosa Aurilio, Giuseppe Malva, Francesca Manzo dell’I.C. “Rosario Livatino” di Ficarazzi (Pa) diretto, con grande professionalità e abnegazione, dal dirigente scolastico professore Mario Veca, in un loro articolo dal titolo “Ricerca – Azione nel contesto scolastico”, “Oggi più che mai, l’insegnante e la scuola sono chiamati ad affrontare in “autonomia” situazioni pressanti ed urgenti, rispetto alle quali servono professionisti sempre più “riflessivi”, che diano risposte mirate e pertinenti. In questo senso il modello della Ricerca-Azione, favorendo approfondimenti “consapevoli” su percorsi di azione e di riflessione in itinere, fornisce un supporto valido ed efficace per produrre conoscenza contestualizzata volta a migliorare la pratica educativa”.

Ricerca-Azione? Produrre un mutamento di prospettiva

“La ricerca-azione, radicata nella situazione della classe, o più in generale nella scuola, ribadiscono Melissa Dargenio, Rosa Aurilio, Giuseppe Malva, Francesca Manzo, ha l’obiettivo principale di produrre un mutamento di prospettiva, da innestare nel modo di educare, attivando nei comportamenti e nelle mentalità dei docenti la predisposizione ad essere ricercatori consapevoli in grado di formulare ipotesi guida e verificare la direzione del proprio intervento trasformativo, con l’obiettivo di migliorare e riqualificare l’azione organizzativa e didattica. Prerogativa fondamentale, affinché il docente possa agire con questa nuova modalità di intervento, è quella di conoscere in maniera approfondita i processi di insegnamento-apprendimento, per consentire loro di individuare meglio problemi e mettere a punto strategie tattiche ed interventi di risoluzione o preventivi, da sperimentare e monitorare in funzione di un mutamento migliorativo della situazione didattica od organizzativa”.

Il Dirigente “servant leader” e la formazione dei docenti

Su questa prospettiva, il Dirigente, come “servant leader” di una organizzazione che, se pur complessa, dovrà essere agile, concludono Melissa Dargenio, Rosa Aurilio, Giuseppe Malva, Francesca Manzo, supporterà la formazione dei docenti e dei suoi collaboratori, per creare un continuo e costante miglioramento della scuola e mantenere sempre alta la loro performance.
Il “servant leader” – continuano i docenti dell’Istituto Rosario Livatino di Ficarazzi (Pa) – guida i propri docenti, trasferendo loro nozioni fondamentali al fine di rendere la propria scuola una comunità di ricercatori capaci di generare, nella prassi quotidiana, atteggiamenti metacognitivi attraverso procedure costanti di osservazione-riflessione, che possono essere avviate sia autonomamente, da singoli individui sia da gruppi. Le procedure plurime e condivise, se saranno ben calibrate, avranno una significativa ricaduta formativa sugli alunni, promuovendo così consapevolezze riguardo agli stili cognitivi, ai comportamenti assunti, alle relazioni ed alle interazioni messe in atto.

In effetti, l’Istituto ha le caratteristiche tratteggiate dai competenti docenti vuoi, principalmente, per la guida di assoluto valore proprio del professore Mario Veca. “Nella ricerca e con la ricerca, il lavoro dell’insegnante smette di essere mestiere e diventa professione” scriveva J. Piaget.

Creatività e conoscenza

La leadership al servizio andrà a vantaggio delle organizzazioni che dipendono dai lavoratori della conoscenza e in ambienti in cui alti livelli di creatività e innovazione sono la norma. I knowledge worker in particolare richiedono un senso di autonomia per funzionare al meglio ed è responsabilità del servant leader creare per loro questa libertà sul posto di lavoro. Il modello di “servant leadership” non è necessariamente adatto a tutte le organizzazioni o a tutti i leader. Esistono diversi modi per implementare la “servant leadership” e le organizzazioni devono trovare i metodi e i modelli più adatti al proprio insieme unico di condizioni.

Ci sono prove a sostegno dell’affermazione che l’approccio della leadership al servizio è di particolare beneficio per le prestazioni del team. In effetti, è soprattutto negli ambienti di squadra come la scuola, e in particolare dove la responsabilità primaria dell’organizzazione si prende cura dei clienti (alunni e genitori), che la leadership al servizio è più vantaggiosa.

Il modello ricerca – azione griglia metodologica

Il modello di ricerca – azione “Griglia metodologica” dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna Ufficio XI – Ambito Territoriale di Reggio Emilia esplicita chiaramente l’attività progettuale nella ricerca/azione finalizzata a produrre cambiamenti, in termini migliorativi, del processo di apprendimento/insegnamento.

RICERCA AZIONE GRIGLIA METODOLOGICA

Stampa

Il nuovo modello di PEI, Eurosofia avvia un nuovo percorso formativo. Primo incontro il 28 aprile