Il Dirigente: nell’emergenza Coronavirus spicca un dato: c’è tanta voglia di scuola!

Lettera

inviata da Fernando Fratta –  In questa situazione di emergenza, spicca netto un dato: c’è tanta voglia di scuola!

E mi sembra doveroso dare merito, in questa domenica di marzo di un anno
che rimarrà nella memoria di tutti noi, a tutti coloro che operano nella
e per la Scuola italiana che, a giusto titolo, scrivo con la lettera
maiuscola.

Sì, quella Scuola tanto bistrattata, criticata (talvolta a ragione) e
insultata (sempre a torto), nella situazione di difficoltà sta mostrando
il meglio di sé, il meglio di un Paese, come si addice ad ogni grande
Nazione e l’Italia lo è, lo si sappia!

Mi presento: il mio nome è Fernando Fratta, dirigente dell’Istituto
Comprensivo “Mandes” di Casalnuovo Monterotaro (FG).

Il Mandes, come sono solito dire, opera alla periferia della periferia dell’impero, su quattro Comuni: oltre a Casalnuovo, Casalvecchio di Puglia – che è anche minoranza linguistica –, Castelnuovo della Daunia e
Pietramontecorvino, giacenti sul subappennino dauno settentrionale, al
confine tra Puglia e Molise; nell’interno, per intenderci.

I deficit infrastrutturali sono molti, sia materiali che virtuali e in
questa circostanza sono soprattutto questi ultimi ad incidere. Infatti, la
connessione ad internet non è delle migliori; della fibra, neanche a
parlarne, almeno al momento. Ciò nonostante, o forse proprio per ciò,
sono orgoglioso di appartenere a questa comunità scolastica. Gli
antefatti sono noti:

il DPCM del 4 u. s., differentemente dal precedente, stabiliva che, stante
l’emergenza, i dirigenti avrebbero avviato la modalità didattica a
distanza, senza più passare per gli Organi collegiali. È stata la mossa
vincente. Da quel momento, molte scuole, compresa la nostra, si sono
attivate con risultati che, per quanto mi consta, stanno andando al di là
delle più rosee aspettative.

Superando difficoltà di ogni sorta, i docenti, appena letta la circolare
con cui davo avvio all’operazione Didattica a Distanza, si sono attivati
per costituire le loro classi virtuali, lavorando ben più di quanto
facessero in presenza, non fosse altro per organizzare e avviare una
prassi didattica ignota, almeno nel Mandes.

Un superlavoro (o, meglio, un lavoro super) hanno svolto i membri dello staff, che non hanno davvero conosciuto orari.

Ecco, per rendere meglio l’idea, posso dire che, in questa circostanza, siamo stati tutti dirigenti della Scuola.

Chiaramente, non siamo ancora dove vogliamo. Stiamo imparando tutti. Ho da subito rivolto due raccomandazioni ai docenti: primo, non dobbiamo pretendere troppo da subito; secondo, restate in contatto diretto con i vostri
alunni.

Man mano che ricevevo dubbi e perplessità, elaboravo le risposte:
alla prima sono seguite altre due circolari, non certo di poche righe e,
sicuramente, altre ne seguiranno; tutti stiamo toccando con mano cosa sia
il miglioramento continuo nell’ambito dell’organizzazione del lavoro.

Gli alunni? Entusiasti di apprendere. Attendono con ansia il collegamento
con i loro docenti, sperimentano nuovi modi di esercitarsi, cercano i loro
insegnanti, i loro compagni che, purtroppo, non vedono e non toccano più.
Non vogliono perdere il loro mondo, sì, perché la scuola è il loro
mondo!

C’è, poi, il personale ata, presente a scuola tutti i giorni, tranne i
festivi, perché, lo preciso, le scuole non sono chiuse, come erroneamente
si dice e si legge. Sono sospese le attività didattiche, il che significa
che rimangono a casa docenti e alunni, mentre i collaboratori scolastici e
il personale di segreteria, assieme al dirigente, si recano tutti i giorni
a scuola. E la preoccupazione del contagio non manca! Serpeggia anche il
malumore di sentirsi discriminati e placare gli animi e infondere fiducia,
cosa che ovviamente tocca al dirigente, non è affatto facile.

E che dire dei genitori? Un superlavoro anche per loro, soprattutto per
quelli che, nonostante l’emergenza, lavorano e quelli che si barcamenano
tra mancanza di connessione e/o di dispositivi. Ho chiarito sin da subito
che l’operazione non avrebbe avuto successo senza la collaborazione dei
genitori e ancora ieri sento i docenti che mi riferiscono, entusiasti, dei
progressi compiuti grazie alla collaborazione efficace con i genitori:
sezioni virtuali costituite in men che non si dica, persino alla scuola
dell’Infanzia, e contestuale avvio dei lavori!

Per superare i deficit infrastrutturali, ho chiesto l’intervento dei
sindaci e qualche risultato comincia a vedersi: il Comune di
Pietramontecorvino sta dotando di tablet tutti gli studenti delle medie,
dando seguito ad un’idea che avevo condiviso con il sindaco già lo
scorso anno.

A livelli più alti non sono mancati appoggi e contributi: il Ministero
dell’Istruzione ha reso disponibili risorse on-line per la didattica a
distanza e ha messo in rete le scuole per un aiuto reciproco o, se si
preferisce, tutoraggio tra pari. L’Associazione Nazionale Presidi, di
cui faccio parte, ci supporta con ulteriori risorse web e consulenza.

Per una volta non avverto quella che, tra gli addetti ai lavori, viene
notoriamente indicata come la solitudine del dirigente.

Vorrei concludere con una menzione al personale scolastico, per sfatare i
luoghi comuni che circolano da troppi anni. Senza idealizzare nessuno,
perché criticità vi erano e criticità vi sono a tutti i livelli, in
questa situazione di emergenza il personale scolastico si è dimostrato
per quello che è: professionisti all’altezza del delicato compito
affidato loro dalla Repubblica, per onorare il quale sono andati ben oltre
i loro obblighi contrattuali.

Questa è la Scuola che ci piace. Orgogliosi di esserci!

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