Il Dirigente: la chiamata diretta è rimasto un libro dei sogni, io ci spero ancora

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Gianni Zen, nel suo articolo su ilsussidiario.net, prende in esame la difficoltà che hanno i dirigenti scolastici nella gestione del proprio organico, senza la chiamata diretta.

Secondo l’autore, la libertà d’insegnamento e la scelta della scuola da parte dei docenti, crea problemi a quella che è la linea della scuola, che si è data nel PTOF.

I docenti, scrive Zen, scelgono la scuola in base a delle esigenze personali, spesso per la vicinanza alla famiglia e per insegnare nella propria classe di concorso, senza magari prima leggere cosa prevede il PTOF e se è in linea con le proprie competenze ed aspettative.

Ciò mette a dura prova il lavoro del DS, che deve organizzare i consigli di classe e distribuire le cattedre, in modo da creare armonia tra tutte le parti.

La chiamata diretta dei docenti da parte del DS invece rientrerebbe nella scelta di docenti che condividano gli obiettivi della scuola: non deve rimanere una proposta da libro dei sogni, ma essere attuata, perché Zen tiene a sottolineare che questa responsabilità dei presidi è uno degli atti pubblici di valutazione del suo operato.

Ben venga dunque, scrive, l’autonomia e l’organizzazione alla trentina, vero valore aggiunto, che non dividerebbe l’Italia, ma potrebbe creare una scuola di qualità.

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