“Il Decreto Sostegni bis penalizza la meritocrazia e la qualità didattica”: così il Coordinamento di Scienze della Formazione Primaria

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Comunicato Coordinamento Nazionale di Scienze della Formazione Primaria – È in Gazzetta Ufficiale il testo definitivo del Decreto Sostegni bis ed è subito evidente come non vi sia alcuna modifica alle richieste degli insegnanti precari.

Infatti, dopo una lunga attesa e fantasiose indiscrezioni su un piano di stabilizzazione, che avrebbe coinvolto centinaia di migliaia di docenti, l’art. 59 del testo, “Misure straordinarie per la tempestiva nomina dei docenti di posto comune e di sostegno e semplificazione delle procedure concorsuali del personale docente”, ha fortemente deluso le aspettative dei docenti.

Il Coordinamento Nazionale di Scienze della Formazione Primaria, che da anni chiede un sistema di reclutamento degli insegnanti, che valorizzi la meritocrazia, l’equità e la qualità didattica, evidenzia le criticità del provvedimento, che, in sede di conversione, penalizzerà, nuovamente e maggiormente, i docenti abilitati all’insegnamento nelle scuole dell’infanzia e primaria con percorso accademico.

Innanzitutto, anzi soprattutto, dopo il concorso straordinario 2018, che ha inficiato sia la selezione del personale docente, sia il futuro professionale di migliaia di maestri e futuri maestri laureati, è inaccettabile il punto b, comma 4, dell’art. 59, ossia la richiesta del requisito dei tre anni di servizio per partecipare al reclutamento straordinario dalla I fascia delle GPS.
Un conto è inserire nella norma il requisito del servizio per il personale docente senza abilitazione, un altro è escludere dal piano di assunzioni maestri laureati e abilitati all’insegnamento, dopo una selezione in entrata, 5 anni di università e 600 ore di tirocinio a scuola!

In aggiunta, sconcertante è leggere, nel comma 13 dello stesso articolo, che ai concorsi ordinari verrà eliminata la possibilità di ciascun candidato, che non abbia superato la procedura concorsuale, di poter partecipare a quella successiva.
È il “salto dell’appello” universitario, presente nel Decreto Regio del… 1938?
È il 2021 e ogni candidato, avendone i requisiti, ha il diritto di partecipazione alle selezioni pubbliche in uno Stato democratico, che mette al primo posto il lavoro dei cittadini, anzi lo determina come fondamento della sua repubblica.

Il decreto, infine, ripristinerà il vincolo triennale di permanenza nella scuola di titolarità, ma senza ripristinare l’assegnazione provvisoria, recita un piano di assunzioni straordinarie, senza aumentare l’organico, andando, ancora una volta, a danneggiare i docenti del Centro-Sud, che risulteranno esclusi a priori, stabilizzerà dei docenti precari dalle graduatorie GPS, ma negando loro la possibilità di caricare ulteriori titoli e servizi dell’anno corrente e non rimediando ai danni, umani e di sistema, verificatisi nell’aggiornamento 2020.

Una semplificazione delle procedure concorsuali dovrebbe ridurne la complessità o l’iter burocratico, di cui il Paese ne ha il primato, non aggiungere altri problemi a quelli già esistenti.

Questo Decreto Sostegni bis a chi darà, effettivamente, sostegno?

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