Il Decreto Sostegni-bis ha cancellato il Patto per la Scuola? Pacifico (Anief): non può finire così, il 9 giugno in piazza

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“Nel decreto Sostegni-bis pubblicato in Gazzetta Ufficiale purtroppo non ci sono quelle soluzioni che erano state pensate nel ‘Patto per la Scuola’, attraverso il quale era stata espressa la volontà di aprire un tavolo sul reclutamento per riscrivere insieme le norme e risolvere il problema della supplentite della scuola italiana”: Marcello Pacifico, presidente del sindacato della scuola Anief, è rammaricato. Intervistato dall’agenzia Teleborsa, il sindacalista autonomo ricorda che “questo tavolo ancora non è partito e ci sono invece delle norme già scritte in un provvedimento legislativo che sono sbagliate perché affrontano il problema in maniera errata”.

Per questi motivi, il prossimo 9 giugno i sindacati scenderanno in piazza a Roma e con iniziative su tutto il territorio nazionale.

Il leader dell’Anief è convinto che il decreto Sostegni-bis è andato a mettere dei paletti gratuiti che stanno compromettendo l’accordo della settimana scorsa a Palazzo Chigi con le Confederazioni sindacali: il testo approvato dal CdM, dice Pacifico, “non riesce a reclutare tutti i precari che da anni svolgono supplenze nelle nostre scuole, perché pone un limite solo alla prima fascia, pretende che si abbia un servizio di almeno tre anni nella scuola statale, pone quindi dei paletti che non rispecchiano la realtà, non rispecchiano la platea di chi da anni insegna nelle nostre scuole, dimentica il personale amministrativo ed educativo ed anche alcune categorie di insegnanti, come quelli di religione cattolica. E non affronta il problema dei tanti licenziati anche dopo l’anno di prova e l’assunzione con riserva“.

 

AFFRONTIAMO I PROBLEMI

Ci sono quindi diversi problemi che – continua il presidente – noi riteniamo debbano essere affrontati, quindi abbiamo pensato di presentare una cinquantina di proposte emendative e vogliamo innanzitutto confortarci con le altre organizzazioni sindacali, con il Parlamento, con il Ministro Patrizio Bianchi e con l’intero Governo, per arrivare a delle proposte che, finalmente, possano affrontare il problema. In caso contrario dovremo ricorrere in Europa, che ci ha già dato ragione, ma noi vogliamo che finalmente si cambi. Questo Pnrr è l’opportunità giusta per riscrivere la scuola dei prossimi 20 anni, che non deve essere più una scuola precaria” che abbiamo oggi, conclude Pacifico. Anief, assieme alla maggior parte dei sindacati rappresentativi, ha deciso di scendere in piazza con una manifestazione unitaria a Roma e iniziative in tutto il territorio nazionale da svolgersi il prossimo 9 giugno.

 

COSA PORTA IL DL

Anief ricorda che tra le novità apportate del Decreto Sostegni-bis figura l’eliminazione della prova preselettiva nei concorsi; la mancata conferma della Call veloce a favore di una nuova procedura straordinaria di immissioni in ruolo: da GPS prima fascia, con determinati requisiti, tra cui l’avere svolto tre anni di supplenze.

Inoltre, al reclutamento scolastico figura pure il cambio dei concorsi ordinari, anche quelli già banditi: le procedure saranno pubblicate con frequenza annuale, con prove semplificate; l’unica prova scritta sarà composta da più quesiti a risposta multipla e una prova orale; a seguire la valutazione dei titoli e la formazione della graduatoria; gli argomenti richiesti saranno su conoscenze e competenze relative alla disciplina della classe di concorso o tipologia di posto per la quale partecipa, nonché sull’informatica e sulla lingua inglese; la prova è superata da coloro che conseguono il punteggio minimo di 70 punti; la prova è valutata al massimo 100 punti; la prova preselettiva non è più prevista.

Non vi sarà la riapertura dei termini per la presentazione delle istanze per i Concorsi banditi nel 2020 (tranne per il concorso delle classi di concorso STEM A020, A026, A027, A028, A041 per 6.129 posti, che si concluderà entro il 31 luglio 2021). Il testo del decreto entra subito in vigore, ma per diventare legge dovrà passare, come è noto, l’esame del Parlamento potrà essere cambiato. L’esame inizierà prima dalla Camera (dove si potrà modificare) e poi al Senato.

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