Il decreto salvaprecari è un sasso nello stagno

di Lalla
ipsef

Paola De Falco – Questo vergognoso decreto salva persone che hanno avuto la Fortuna di aver lavorato l’anno precedente e di aver conseguito 180 punti in un’unica istituzione scolastica! E non salva chi come me, e tanti altri, che solo nell’anno 2008 /2009 non sono stati altrettanto fortunati e i sospirati 180 punti li hanno fatto in 2 scuole diverse mentre gli anni precedenti avrebbero avuto i requisiti previsti dal dm 134/2009.

Paola De Falco – Questo vergognoso decreto salva persone che hanno avuto la Fortuna di aver lavorato l’anno precedente e di aver conseguito 180 punti in un’unica istituzione scolastica! E non salva chi come me, e tanti altri, che solo nell’anno 2008 /2009 non sono stati altrettanto fortunati e i sospirati 180 punti li hanno fatto in 2 scuole diverse mentre gli anni precedenti avrebbero avuto i requisiti previsti dal dm 134/2009.

Costoro non hanno diritto a salvarsi. Hanno sbagliato anno!!!

Come vedete siamo di fronte a un decreto che si base sulla sorte e non sul merito!

Vi rendete conto che nel salva precari rientrano persone con pochi punti, che hanno lavorato solo un anno, ma hanno avuto la fortuna di aver conseguito il punteggio in un’unica scuola? Vi rendete conto del paradosso? E, ancora, vi rendete conto, che io precaria dal 1990 con 152 punti ,e altri come me, scorrono la graduatoria dei precari, quelli salvati , e vedono che ci sono persone con appena 15, dico 15 punti ,che equivale a un solo anno di lavoro? Permettete che ciò mi fa una gran rabbia !!! Io, che ho ben 20 anni di lavoro alle spalle non ho diritto di essere "salvata"?

Ma perché a governarci devono esserci persone così incompetenti che decretano e hanno il potere di annullarti? Com’è possibile che per queste persone tu sei solo un numero?

Come hanno potuto solo pensarlo un simile decreto?

Immaginiamo i politici che si sono riuniti per decidere cosa farne dei precari nella scuola e, in primo momento, hanno concluso: "salviamo quelli che hanno avuto l’incarico l’anno prima". Questo a settembre! Poi in seguito hanno pensato che dovevano dare qualcosa in più e allora c’è stata un’ulteriore decisione:" facciamo rientrare anche coloro che hanno raggiunto i 180 punti, ma in un’unica istituzione scolastica, così mettiamo il bavaglio a un’altra buona parte di loro". Questo a dicembre.

La cosa più triste è che hanno raggiunto il loro obiettivo.

Siamo stati tutti zitti aspettando di rientrare in una sanatoria e ringraziando pure. Ma vi rendete conto? Possibile che dobbiamo chiedere ciò che è un nostro diritto e, cosa ancora più grave, addirittura farci togliere quello che abbiamo costruito finora. Si, perché, vedete, io ero convinta della mia scelta, ero convinta di percorrere un tragitto lungo, è vero, ma che alla fine dopo tanti anni di lavoro nella scuola ce l’avrei fatta . Invece eccomi qua! Mi sento comeì chi stava per prendere il suo premio ma qualcun altro ha avuto la fortuna di passare di là e strapparglielo dalle mani. Che dire? Le cose funzionano così?

Il paradosso è che costoro si salveranno anche l’anno prossimo perché ormai rientrano nell’assurdo decreto e noi tapini, meno fortunati, dopo 20 anni di lavoro ce ne stiamo a casa anche l’anno prossimo poiché non lavorando quest’anno non avremo più la possibilità di rientrare. Certo potremmo comprare un po’ di punteggio.

Un’altra cosa vergognosa: 600 700 euro ogni 3 punti , li chiamano corsi di perfezionamento ma non hanno nulla di perfetto, non aggiungono nulla alla tua formazione, sono corsi fantasma, basta solo pagare, e chi, come me, che quest’anno è senza lavoro non può perfezionarsi ma solo arrangiarsi.

Tutto ciò è "un’indegna presa in giro" come ha già detto qualcun altro.

E NOI COSA FACCIAMO? Continuiamo a essere dormienti creandoci una propria dimensione soggettiva, o finalmente scegliamo di svegliarci e di farci ascoltare visto che nessuno ci rappresenta più come dovrebbe?

I sindacati, oggi, siedono ai tavoli delle "trattative" e spesso vengono a patti con coloro che invece dovrebbero confutare, oppure parlano con voce bassa, troppo bassa, quando è il momento di urlare!

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