Il decreto Covid fa tornare gli alunni in classe nelle zone rosse, Anief: evitare di trasformare le scuole in focolai

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Comunicato Anief – Il giovane sindacato è pronto alla verifica del rispetto dell’applicazione delle norme e delle disposizioni per la tutela della salute dei lavoratori:

“L’obiettivo – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è fare il massimo sforzo per evitare di trasformare le scuole in focolai per la diffusione del virus. Non si comprende come mai, senza avere assicurato alle scuole i dispositivi di maggiore sicurezza, come le mascherine FP2, e il distanziamento tra alunni, attraverso la messa a disposizione di aule più grandi e la riduzione di alunni per classe, si possa ora tranquillamente ritornare in presenza a scuola pur con oltre 250 casi di contagi ogni 100 mila abitanti. La salute non si tutela a seconda dei mesi, le disposizioni vanno applicate sempre”.

Nessuna sorpresa. Nel nuovo decreto Covid, che verrà approvato a breve dal Consiglio dei ministri, e che sarà in vigore dal prossimo 7 aprile, il Governo prevede la riapertura delle scuole in zona rossa, dall’infanzia alla prima media. “Si ricomincia dalla scuola, che è la prima a riaprire – ha detto il ministro dell’Istruzione Bianchi – Questo è il segnale che abbiamo voluto dare in maniera chiara e limpida. Anche nelle zone rosse si torna in presenza”. Qualche giorno dopo Pasqua i ragazzi torneranno così fra i banchi: “una decisione in controtendenza rispetto a quanto si appresta a fare la Francia, dove il governo vuole chiudere le scuole per un nuovo aumento dei contagi”, scrive Fanpage.

La scuola torna in presenza. Lo prevede il decreto Covid in via di approvazione da parte dei Consiglio dei ministri. L’articolo 2 della bozza del decreto prevede che “dal 7 aprile al 30 aprile 2021, è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 e dell’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado. La disposizione di cui al primo periodo non può essere derogata da provvedimenti dei Presidenti delle Regioni, delle Province autonome”.

Inoltre, nella fascia rossa “le attività didattiche del secondo e terzo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado nonché le attività didattiche della scuola secondaria di secondo grado si svolgono esclusivamente in modalità a distanza”. Mentre in zona gialla e in zona arancione “le attività scolastiche e didattiche per il secondo e terzo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado si svolgono integralmente in presenza. Nelle medesime zone gialla e arancione le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica”. Significa che l’attività didattica in presenza verrà garantita “almeno al 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per cento, della popolazione studentesca mentre la restante parte della popolazione studentesca delle predette istituzioni scolastiche si avvale della didattica a distanza”.

Al comma tre, si riporta, infine, che “sull’intero territorio nazionale, resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata”.

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