Decreto Caivano, boom di arrestati tra gli under 18

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Il settimo Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile, presentato ieri a Roma, lancia un segnale d’allarme riguardo le conseguenze del Decreto Caivano. Gli autori del rapporto evidenziano come tale decreto abbia modificato l’approccio alla detenzione preventiva e alla gestione della flagranza nella procedura penale minorile introdotte nel 1988.

Effetti contrari alle aspettative?

Contrariamente alle intenzioni, il decreto non ha sortito effetti dissuasivi, (almeno secondo i dati diffusi) ma ha contribuito a un incremento della popolazione carceraria giovanile, aumentando quelli che sono condizioni di disagio. La situazione nelle carceri minorili, da Nisida ad Airola, è resa ancor più critica da rivolte, tentativi di fuga e atti di autolesionismo, fenomeni esacerbati dal sovraffollamento e dalla presenza di minori migranti non accompagnati.

Le statistiche

Nei primi mesi del 2024 sono già 500 i minori detenuti, un numero drammaticamente ‘record’ nell’ultimo decennio. “Sono oltre dieci anni che non si raggiungeva una simile cifra. Gli ingressi in Ipm sono in netto aumento. Se sono stati 835 nel 2021, ne abbiamo avuti 1.143 nel 2023, la cifra più alta almeno negli ultimi quindici anni. I ragazzi in Ipm in misura cautelare erano 340 nel gennaio 2024, mentre erano 243 un anno prima, segno evidente degli effetti del Decreto Caivano”, rileva Antigone.

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