Il ddl Made in Italy va avanti, ora tocca al Senato: Anief chiede correttivi, promuovere la nostra cultura potenziando le scuole all’estero

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“In linea generale, l’approvazione a Montecitorio del disegno di legge per la valorizzazione, la promozione e la tutela del Made in Italy potrebbe anche trovarci d’accordo, ma lo sviluppo del modello italiano deve essere valorizzato anche dalla promozione della nostra cultura all’estero attraverso il potenziamento quantitativo e qualitativo delle centinaia di scuole collocate oltre i confini italiani”.

Questo è il commento di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, al via libera dell’Aula della Camera del ddl Made in Italy, che a breve passerà all’esame del Senato.

Il giovane sindacato aveva espresso già a fine ottobre, in audizione, alla VII Commissione della Camera dei Deputati, Cultura, Scienza e Istruzione, la sua posizione sul disegno di legge C. 1341 relativo alle “Disposizioni organiche per la valorizzazione, la promozione e la tutela del made in Italy“.  “Già in quell’occasione – spiega ancora il presidente Anief – avevamo chiesto esplicitamente di potenziare gli organici delle scuole estere, corrispondere le giuste indennità, prorogare la presenza del personale e aprire sedi in nuovi Paesi, oltre che di riaprire quelle storiche come l’Istituto italiano statale omnicomprensivo di Asmara. Perché se vogliamo sviluppare il prodotto Made in Italy non possiamo non promuovere la nostra cultura in tutto il mondo. E la scuola è la chiave migliore per farlo. È bene che al Senato si adottino delle modifiche in questo senso”, conclude Pacifico.

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