Il Coronavirus pone sotto i riflettori il “teachsitter”. Lettera

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inviata da Antonio Deiara – Emerge dalle lamentazioni dei genitori 3.0 la concezione della Scuola-Parcheggio.

Non avrei mai immaginato di essere considerato da non pochi genitori un “Teachsitter”, custode sottopagato di una “Scuola-Parcheggio” per bimbi bravi o irrequieti, iperviziati o ineducati.

Al tempo del Coronavirus e della sospensione delle attività didattiche, i riflettori dei Mass Media e dei Social fanno risaltare l’unico vero problema dei genitori 3.0: “Dove lascio i bambini?”.

L’educazione, la didattica, la socializzazione, l’inclusione, la cultura, etc. lasciano il posto alla vera emergenza-posteggiatrice.

Dato che sono un professore in servizio da soli quarant’anni, potrei avanzare una serie di proposte semiserie al Ministero dell’Istruzione, naturalmente a favore dei genitori-spazzaneve-disperati.

Un Collegio dei docenti di 100 insegnanti, in una Scuola di 800 alunni, potrebbe garantire il servizio a domicilio per 8 alunni a insegnante, compatibili con la concentrazione di poche persone in uno spazio ristretto, e la soluzione del problema-parcheggio-dei figli.

Poiché mi arrangio nei lavori domestici, dopo aver assegnato un compitino ai bimbi su carta pentagrammata, potrei dedicarmi a stendere/ritirare i panni, caricare/scaricare la lavastoviglie, apparecchiare/sparecchiare, cucinare pasta ai wurstel-carne arrosto (da buon sardo-barbaricino!) e, perché no?, insalata di pomodori con avocado.

Naturalmente il Ministero dell’Istruzione potrebbe programmare una “didattica per competenze”: chi insegna italiano sarebbe utile per la lettura e la comprensione dei testi nelle case dei discenti che lo richiedono, i docenti di arte potrebbero imbiancare/dipingere gli appartamenti degli alunni a loro affidati, i maestri di musica allietare vocalmente e/o strumentalmente i tristi e lunghi pomeriggi da trascorrere in casa per studenti e genitori del condominio di riferimento. I professori di matematica sarebbero impegnati nel dare una bella riordinata a budget familiari/condominiali approssimativi, gli insegnanti di tecnologia per sistemare computer-tablet-telefonini di grandi e piccini, i docenti di scienze motorie per trasformarsi in efficienti “personal-trainer” dei propri allievi e delle loro famiglie. Ovviamente, sarebbe compito degli abilitati all’insegnamento delle lingua straniere collaborare al disbrigo della corrispondenza da e per l’Estero dei genitori-manager, mentre gli agronomi potrebbero coltivare con scienza e coscienza il giardino di casa.

Mi resta un dubbio atroce: e i Colleghi di religione cattolica? I laici dovrebbero insegnare a pregare per la fine della pandemia e i preti impartire l’estrema unzione? Ai posteri l’ardua penitenza…

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