Il confronto (impietoso) con i paesi europei. I docenti chiedono un aumento di almeno 200 euro netti. Petizione con oltre 30mila firme [INFOGRAFICA]

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Oltre 30mila persone hanno firmato la petizione lanciata dal gruppo Facebook ‘Professione insegnante’, che chiede un aumento di stipendio per il personale docente di almeno 200 euro.

Ecco il testo della petizione: “Il contratto è scaduto da ben 3 anni. Nel marzo 2018 i sindacati firmarono un aumento vergognoso che non superò gli 85 euro lordi mensili, dopo ben 9 anni di vacanza contrattuale. In 12 anni gli insegnanti hanno perso circa il 16% di potere di acquisto. Una riduzione che ha cambiato profondamente l’appeal dello status di lavoratore della conoscenza.

Secondo i dati OCSE, le retribuzioni degli insegnanti italiani sono tra le più basse in UE, molto dietro rispetto a quelle dei colleghi di Germania, Gran Bretagna, Francia e Spagna.

In questo periodo di pandemia gli insegnanti hanno dato il meglio di sé non risparmiandosi sotto ogni profilo, contribuendo a tenere aperti i canali dell’istruzione in togni forma, anche con proprie risorse personali.

Noi insegnanti italiani chiediamo un adeguamento dello stipendio di almeno 200 euro netti mensili ad invarianza degli oneri contrattuali, per recuperare il potere di acquisto fermo, ormai, al 2009. E questo a fronte di un aggravio notevole degli oneri burocratici della propria professione, che determina situazioni di stress tali da far considerare, in alcuni casi, la nostra professione quale usurante“.

Cosa prevede il governo

Molto dipenderà dalle cifre stanziate in Legge di Bilancio. Ci sono a disposizione 3,7 miliardi che dovrebbero garantire un incremento lordo di 107 euro. Con gli stanziamenti della manovra, però, occorre detrarre i fondi per pagare l’indennità di vacanza contrattuale (circa 500 milioni), dunque si arriva ai famosi 87-90 euro lordi che sembrano essere la base minima per la trattativa (è inclusa nella cifra che l’elemento perequativo di 11,50 euro).

Secondo le prime stime governative, il governo Draghi potrebbe spingersi oltre, andando al famoso aumento a tre cifre, dunque i 104 euro auspicati da Viale Trastevere.

Decisivo sarebbero il fondo per la valorizzazione della professione docente utile a premiare in sede di contrattazione i docenti che oggi svolgono funzione pagate davvero poco. Attenzione anche alla riforma dell’Irpef e il taglio del cuneo fiscale che può portare ad un incremento per tutti fino a 100 euro.

L’infografica di Orizzonte Scuola con il paragone con alcuni paesi in Europa

Gli insegnanti della scuola dell’infanzia guadagnano mediamente meno mentre gli insegnanti della scuola secondaria superiore solitamente guadagnano di più, sebbene in alcuni paesi europei tutti gli insegnanti dei livelli scolastici percepiscano gli stessi stipendi. I dati sono stati raccolti congiuntamente dalle reti Eurydice e OCSE/NESLI.

Analizzando i principali risultati del rapporto, emergono significative differenze tra i Paesi europei negli stipendi annuali di base degli insegnanti all’inizio della loro carriera, che possono variare, a seconda del paese, da 5.000 a 80.000 euro lordi.

Il livello salariale è correlato allo standard di vita misurato in termini di prodotto interno lordo (PIL) pro capite di un Paese: più alto è il PIL pro capite, maggiore è lo stipendio medio annuo.

Gli stipendi iniziali degli insegnanti italiani si collocano – insieme a quelli dei colleghi francesi, portoghesi e maltesi – nel range tra 22.000 e 29.000 euro lordi annui.

In Italia, così come in Francia, il potere di acquisto degli insegnanti è rimasto più o meno lo stesso negli ultimi cinque anni.

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Stipendi docenti, aumento a tre cifre, Bianchi: ci stiamo ragionando, sarà il Parlamento a dire la sua

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