Il concorso straordinario-bis ed il valzer dei docenti a dicembre. Lettera

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Inviata da Francesco Pes – Mentre gli USR di tutta Italia sembrano intenzionati, nonostante i considerevoli ritardi nelle procedure concorsuali, ad
immettere a dicembre tutti i vincitori dello straordinario-bis, a garantire la continuità delle cattedre riservate ai suddetti vincitori ci sono le figure dei supplenti “sino ad avente diritto”.

Questi supplenti a settembre hanno ricevuto una cattedra “accantonata”, ovvero dedicata ai vincitori dello straordinario-bis; hanno quindi firmato un contratto annuale con clausola di rescissione immediata all’arrivo dei vincitori del suddetto concorso.

Al momento della firma per questi supplenti era difficile immaginare che a pochi giorni dal Natale ed a distanza di ben tre mesi dall’inizio dell’anno scolastico, avrebbero navigato nell’incertezza: in assenza di provvedimenti da parte del Ministero
dell’Istruzione e degli USR, il licenziamento potrebbe arrivare a giorni. Tutto ciò determinerà un’interruzione della continuità didattica con conseguenze su più fronti.

Perché non far partire l’anno di prova dei vincitori dello straordinario-bis a settembre 2023?
Va sottolineato che i docenti vincitori dello straordinario-bis, se già beneficiari di un incarico di supplenza annuale (sino ad agosto 2023) su stessa classe di concorso, possono tenere il loro incarico e svolgere l’anno di prova nella scuola in cui si trovano. In caso contrario saranno obbligati a migrare verso istituti nei quali sono state accantonate le cattedre per lo straordinario-bis: stando alle graduatorie USR Sardegna relative alle classi di concorso per le quali sono state già ultimate le procedure, il trasferimento avverrà nella gran maggioranza dei casi.

L’inserimento a dicembre dei docenti vincitori comporterà, verosimilmente, ulteriori impedimenti: alla luce dei 120 giorni effettivi di didattica previsti per l’anno di prova, sarà loro impossibile assentarsi per malattia.
Che dire invece dei docenti vincitori di straordinario-bis che attualmente ricoprono incarichi di supplenza su sostegno? Questi dovranno obbligatoriamente lasciare ad altro supplente (che dovrà essere nominato con apposito decreto) lo studente che si trova ad affrontare una condizione di fragilità.

Chi, più di tutti, subirà le conseguenze di questo rimpasto che andrà a coinvolgere quasi tutte le classi concorsuali?
A subire il duro colpo di queste scelte saranno soprattutto gli studenti, che a distanza di tre mesi dall’inizio delle lezioni vedranno avvicendarsi i docenti senza alcuna continuità né stabilità dal punto di vista della loro formazione.
Sulla base dei 14.000 posti riservati al concorso in tutta Italia, l’impatto potrebbe essere considerevole: si parla, potenzialmente, di migliaia di docenti e centinaia di migliaia di alunni coinvolti.

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