Il concorso ordinario docenti 2020 non si tocca: venga espletato quanto prima. Lettera

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Inviata da Annalisa Brugnoli – Manifesto del gruppo IL CONCORSO ORDINARIO DOCENTI 2020 NON SI TOCCA. Ovvero: Le ragioni di chi chiede che il Concorso Ordinario venga espletato quanto prima e in modalità fedeli al bando

Chi siamo
Siamo un gruppo di 680 iscritti (al 28/04/21) formatosi spontaneamente in seguito al protrarsi dei ritardi nell’espletamento del Concorso Ordinario Docenti, bandito in Gazzetta Ufficiale il 28/04/2020 e chiuso dal 1 agosto dello stesso anno; a tali ritardi sono inoltre seguite le preoccupazioni ingenerate dal capo 10 del d.l. 01 aprile 2021, n. 44, in cui si autorizza la riapertura dei concorsi banditi ma non ancora espletati al fine di modificarne i requisiti di accesso e le modalità di svolgimento. Il gruppo è eterogeneo nella sua composizione: siamo neolaureati, laureati di vecchio ordinamento, dottori di ricerca, con o senza titoli di servizio. Lo specifichiamo perché riteniamo aleatoria la contrapposizione di chi vuole vedere i neolaureati in lotta contro i
precari della scuola: tale contrapposizione è surrettiziamente fomentata a scopi strumentali.

Cosa chiediamo

• Chiediamo che il Concorso Ordinario venga espletato quanto prima: abbiamo già atteso abbastanza;
• chiediamo di poter concorrere equamente in una procedura in cui il punteggio attribuito all’esito della prova prevalga su
ogni altra considerazione. Questo anche perché sono già previste altre tipologie di procedura riservate ai possessori di
abilitazione e/o titoli di servizio, tra cui il Concorso Straordinario che si è appena concluso e che, nelle intenzioni
del legislatore, avrebbe dovuto essere immediatamente seguito dal Concorso Ordinario;
• siamo consapevoli che la procedura concorsuale così com’è strutturata è passibile di migliorie e ottimizzazioni: siamo
quindi favorevoli sia allo snellimento delle prove, sia all’implementazione digitale, fermi restando i punti di cui
sopra.

Cosa non vogliamo

• Non vogliamo che venga modificato il peso della valutazione dei titoli, siano essi accademici o di servizio, né a monte né a valle della procedura. Questo perché nel bando del Concorso Ordinario tale valutazione è già prevista in un’ottica a nostro parere equilibrata in quanto sussidiaria rispetto al punteggio determinato dall’esito delle prove;
• non vogliamo che il Concorso Ordinario 2020 venga scavalcato né tantomeno accantonato a vantaggio di diverse
procedure, siano esse emergenziali o strutturali;
• non vogliamo che il malcostume della sanatoria, comunque la si definisca, ovvero dell’accesso al ruolo senza concorso
per esami, venga incoraggiato anche in virtù di presunti precedenti storici. Tale malcostume non è da difendere ma piuttosto da contrastare e da debellare in maniera definitiva.

Considerazioni
Ci sembra perfino strano dover perorare diritti già ampiamente sanciti dalla costituzione; strano è anche dover difendere i termini di un concorso bandito un anno fa da chi lo vuole stravolgere nelle modalità e negli intenti; strano è il fatto di dover sottolineare che, né nella pubblica amministrazione né in altri ambiti, i titoli accademici o di servizio sono di per sé stessi garanzia di valore; strano dover ricordare che il concorso per il ruolo è di fatto l’unico momento di verifica non autoreferenziale delle competenze che un docente deve sostenere nella sua carriera.

Come ha puntualizzato il Ministro Bianchi nella diretta del 19/04/2021, i problemi della scuola sono “di antica data” e “non sono derivati dalla pandemia: la pandemia li ha messi a nudo”. Ci piace pensare che le prossime mosse del governo vorranno puntare nella direzione della soluzione e non dell’aggravarsi di tali problemi.

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