Il concorso della vergogna? Lettera

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Il numero elevatissimo di contagi è ormai sotto gli occhi di tutti; la scuola ha adottato la didattica a distanza praticamente al cento per cento; si parla di restrizioni (quasi prescrizioni) in merito agli spostamenti tra regioni, se non addirittura tra comuni (finalmente si è capito che i trasporti rappresentano il punto nodale della questione); negli ultimi giorni addirittura i medici ospedalieri (e anche qualche noto virologo) stanno invocando a gran voce un lockdown totale.

 Insomma, la situazione è al collasso. Eppure, in questo quadro così tragico, come se niente fosse, c’è gente (centinaia e centinai di persone) che si sposta dalla Sardegna al Lazio, dal Lazio alla Sicilia, dalla Puglia (a breve sarà il mio caso) alla Campania (seconda regione in Italia più colpita dal covid) per svolgere le prove del concorso straordinario, che comparirebbe a questo punto tra le famose “ragioni essenziali” (molto comico) che, secondo i vari decreti, giustificherebbero gli spostamenti (peccato che i più grandi virologi italiani non condividano).

Essendo tutto questo fuori da ogni logica universale (e ritengo lo sappiano bene anche i nostri politici), ci domandiamo tutti quale sarebbe la reale ragione per cui il concorsone non venga sospeso. Ebbene, mi chiedo (spero di sbagliarmi) se la risposta non vada ricercata in quelle ormai tristemente famose parole chiave apparse per miracolo sul web “la notte prima degli esami”.

Forse dovremmo svegliarci, cari colleghi precari! I ristoratori scendono in piazza, i medici pure, tutti per una giusta causa. E noi? Noi preferiamo prendere il treno della speranza, in direzione di quella meta che di “straordinario” ha soltanto la mediocrità (è un eufemismo) del nostro sistema politico.

Ho torto, cari governanti? Il mio è il solito qualunquismo all’italiana? E allora date prova di serietà! FERMATE QUESTO CONCORSO FOLLE! Siete ancora in tempo per fare bella figura! Poi si vedrà …

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L’Eco Digitale di Eurosofia, il 14 dicembre segui la Tavola rotonda:“Didattica a distanza e classe capovolta – Ambienti di apprendimento innovativi”