Il concorso che non si doveva fare

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Italia dei Valori – Il governo nell’ultimo Consiglio dei Ministri ha approvato, tra le altre cose, un decreto che darà il via libera all’indizione di un concorso per insegnanti, il cui bando, stando alle dichiarazioni del MIUR, sarà pubblicato il 24 settembre. Si spaccia per nuovo quello che nuovo non è. In realtà si tratta dell’ennesima bugia contro i giovani. Infatti, a partecipare al concorso saranno ammessi, non le nuove leve, come il Ministro e gli organi di stampa vorrebbero farci credere, ma esclusivamente insegnanti già abilitati, cioè i precari della scuola.

Italia dei Valori – Il governo nell’ultimo Consiglio dei Ministri ha approvato, tra le altre cose, un decreto che darà il via libera all’indizione di un concorso per insegnanti, il cui bando, stando alle dichiarazioni del MIUR, sarà pubblicato il 24 settembre. Si spaccia per nuovo quello che nuovo non è. In realtà si tratta dell’ennesima bugia contro i giovani. Infatti, a partecipare al concorso saranno ammessi, non le nuove leve, come il Ministro e gli organi di stampa vorrebbero farci credere, ma esclusivamente insegnanti già abilitati, cioè i precari della scuola.

Si tratta di persone che lavorano da anni negli istituti scolastici, non per caso o per grazia ricevuta, ma proprio perché hanno già superato prove concorsuali. Questo concorso, quindi, non è per giovani nuovi insegnanti, come dice il ministro Profumo, semmai per i già collaudati insegnanti precari, che evidentemente il governo ha deciso di mettere in croce, non contento dei pesantissimi tagli a cui questa categoria di lavoratori è stata sottoposta negli ultimi anni. In questo modo, si innesca una guerra tra precari, si condannano i giovani all’instabilità perenne e non si risolve in nessun modo il problema del precariato.

Anche un bambino sarebbe in grado di capire che c’è qualcosa che non torna. Com’è possibile che sia necessario ora un concorso se c’è personale abilitato, si parla di più di 250.000 persone, ancora in attesa di essere stabilizzato? Perché il ministro e gli organi di stampa omettono di dire che questa generazione d’insegnanti precari, che oggi si vuole sottoporre a un’ennesima prova selettiva, è personale selezionato attraverso scuole di specializzazione della durata di ben due anni, a numero chiuso e con tanto di prova concorsuale finale? Tra l’altro, si tratta di scuole nate nel 2000 come modalità di formazione e reclutamento dei docenti, assolutamente innovativa in adeguamento ai parametri europei.

Esiste già una graduatoria, la graduatoria ad esaurimento, attraverso lo scorrimento della quale questi insegnanti possono entrare in ruolo, in base ai titoli che ciascuno di loro ha faticosamente conquistato con anni di studio e lavoro nelle nostre scuole. Una delle priorità dell’IdV è il riconoscimento dei diritti di chi, come i precari della scuola, da ormai troppo tempo è sfruttato e oltraggiato. Proprio per evitare che ciò si verifichi anche in futuro abbiamo elaborato una proposta di legge che impedisce la formazione del precariato scolastico, attraverso l’utilizzo del personale in formazione per le supplenze. Il modo per aprire la scuola ai giovani ci sarebbe.

Ma servirebbero investimenti, nuove risorse, eliminare i tagli e i danni della Gelmini, dare alle scuole l’organico funzionale, consentire agli insegnanti anziani e stanchi di andare in pensione o di lavorare meno. Allora ci sarebbero occasioni per i giovani e ci sarebbe la possibilità per i tanti docenti precari che lo meritano di entrare finalmente in ruolo. Ma di questo il piano di sviluppo di Monti non fa parola. Anzi si afferma il contrario. E scuola, formazione e ricerca non sono una priorità per i professori.

Giulia Rodano
Letizia Bosco
Ilaria Persi
Antonio Di Pietro

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