Il CNPI bacchetta MIUR su ridefinizioni classi di concorso e tagli alle superiori

di
ipsef

Il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione ha emanato pareri sullo schema di regolamento recante le disposizioni per la razionalizzazione e l’accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento e sui Decreti interministeriali di ridefinizion dell’orario complessivo annuale delle lezioni delle seconde, terze e quarte classi degli istituti tecnici e delle seconde e terze classi degli istituti professionali

Il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione ha emanato pareri sullo schema di regolamento recante le disposizioni per la razionalizzazione e l’accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento e sui Decreti interministeriali di ridefinizion dell’orario complessivo annuale delle lezioni delle seconde, terze e quarte classi degli istituti tecnici e delle seconde e terze classi degli istituti professionali

Per quanto riguarda il regolamento per la ridefinizione delle classi di concorso, il CNPI ritiene:

  • innanzitutto che la determinazione delle priorità in materia di utilizzazioni del personale docente che risulti in esubero attreaverso il regolamento sia illegittimo, dal momento che è materia di contrattazione.
  • necessaria una norma ad hoc che facca "salva la spendibilità di tutti i titoli già dichiarati equipollenti ai titoli di accesso all’insegnamento attualmente riconosciuti, in modo da tutelare anche le legittime aspettative di quanti, pur in possesso di un apposito titolo di studio, potrebbero vederle eluse una volta appprovato il regoalmento delle sulla formazione iniziale dei docenti". Relativamente ai docenti della tabella C, le classi di concorso laboratoriali, sia permessa una formazione in servizio di livello universitario.
  • la necessità di assicurare ai docenti appartenenti alle classi di concorso che andranno ad esaurimento la salvaguardia della titolarità con disposizioni precise.
  • che l’amministrazione preveda adeguati finanziamenti per la riconversione per l’insegnamento di altre materie dei docenti che perderanno il posto a seguito dell’entrata a regime della riforma.

Per quanto riguarda, invece, il parere sui Decreti di redifinizione degli orari per tecnici e professionali il CNPI ritiene che:

  • una prima fonte di illegittimità vada individuata nella inconciliabilità tra la riduzione del monte ore delle lezioni nelle classi successive alle prime ed il diritto degli alunni al compimento del patto fomrativo formalizzato all’atto della loro iscrizione
  • venga inificiata anche l’identità culturale dell’istruzione tecnica e di quella professionale
  • tali provvedimenti siano destinati a generare confusione e disorientamento nell’intera comunità scolastica
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