Il castigo dei genitori diventa obsoleto. Per Europa è vietato. Calenda: “Il crollo della società occidentale”

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Quante volte siamo stati rimproverati dai nostri genitori nella nostra infanzia. Quante volte abbiamo sentito la frase “Basta, fila in camera tua”.

Adesso, per l’Europa, è vietato dirlo. Sì, come segnala Il Messaggero, il Consiglio per i diritti rivede la lista dei comportamenti “adeguati” con i figli dopo che alcune associazioni avevano lanciato una campagna di sensibilizzazione.

Il vademecum suggerisce di reagire ai comportamenti scorretti con spiegazioni e, se necessario, ricorrere alla punizione del time out.

Un esempio: ha rotto il vaso di porcellana del salotto? Si rifiuta di fare i compiti? Bisogna reagire al comportamento scorretto con spiegazioni e in modo non aggressivo. Sull’argomento gli esperti non hanno un’indicazione univoca.

Su Il Messaggero interviene Daniele Novara, noto pedagogista: “Se proprio il bambino insiste, il silenzio attivo è molto utile. Non si parla per qualche minuto, dopo avere spiegato con fermezza che si sospende la comunicazione perché c’è qualcosa che non funziona. È un semaforo rosso, non un castigo, ma è estremamente efficace”.

Per Elena Ravazzolo, neuropedagogista attenta al tema, occorre ribaltare la questione: “È necessario un approccio educativo diverso, un cambio di pensiero che sostituisca le punizioni. Anticipare sempre le criticità, affinché non si arrivi mai a un punto di rottura”.

Su Twitter, infine, c’è da segnalare il commento ironico di Carlo Calenda, leader di Azione. Rilanciando l’articolo sull’argomento twitta: “Il crollo della società occidentale”.

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