Il caso di Aurora, studentessa universitaria: “500 euro per lavorare full time in un supermercato. Costretta a rifiutare”

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Aurora, studentessa universitaria di Scienze della Formazione a Roma Tre, ha dato una lezione di dignità rifiutando un’offerta di lavoro da 500 euro al mese per 40 ore settimanali.

La sua storia, raccontata a Fanpage, ha acceso un faro sulle condizioni lavorative precarie che troppi giovani come lei si ritrovano ad affrontare.

Un’offerta inaccettabile

L’annuncio, trovato su una piattaforma online, era per uno stage come addetto vendita presso un noto supermercato. Lo stipendio proposto, ben al di sotto del minimo vitale, non sarebbe stato nemmeno coperto dal rimborso spese previsto per la regione Lazio (800 euro). Ancora più sconfortante la prospettiva futura: un eventuale contratto di apprendistato triennale a 700 euro mensili, con la possibilità di un’assunzione a tempo indeterminato solo dopo 3 anni e mezzo, ripartendo da zero come commessa.

Esperienze negative e la ricerca di dignità

Aurora, già vittima di sfruttamento in passato con multinazionali, non ha ceduto alla tentazione di un lavoro purchessia. Ha trovato la forza di dire no, consapevole che “lavorare in queste modalità non può essere normale”. La sua scelta, seppur difficile, rappresenta un esempio di coraggio e di rifiuto verso condizioni lavorative inaccettabili.

Un problema sistemico

La storia di Aurora non è un caso isolato. Il mancato recepimento della proposta sul salario minimo a 9 euro lordi ha riacceso il dibattito sulle retribuzioni in Italia, notoriamente basse rispetto ad altri paesi europei. Un sistema economico stagnante, unito a imprenditori che sfruttano la precarietà dei giovani, ha contribuito a creare un contesto lavorativo avvilente.

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