Il caso del preside che va in pensione ad anno iniziato: “Ci trattano come se fossimo dei numeri, non considerano impegno e dedizione”

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Sul Giornale di Brescia c’è spazio per la storia di Angiolino Albini, l’ex dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Borgo San Giacomo.

Con un laconico avviso, Albini è stato messo in pensione il 28 ottobre, dopo due mesi dall’inizio dell’anno scolastico, un episodio che ha lasciato sconcerto tra la comunità educativa.

Albini, con una carriera scolastica lunga 44 anni, aveva richiesto il trattenimento per continuare a servire, nonostante avesse raggiunto l’età pensionabile. Questa pratica, comune tra i dirigenti scolastici, gli avrebbe permesso di rimanere in servizio per un altro anno. Con nessuna obiezione ricevuta, Albini continuò a lavorare come di consueto, gestendo operazioni cruciali per l’avvio dell’anno scolastico. Tuttavia, una comunicazione dell’Ufficio Scolastico Regionale ha concluso la sua carriera, annunciando il suo pensionamento dalla mezzanotte del giorno successivo.

La mancanza di preavviso ha suscitato incredulità e sgomento tra i colleghi di Albini. Un dirigente scolastico ha espresso la frustrazione comune, lamentando la mancanza di considerazione per il loro impegno e dedizione. Questa situazione solleva interrogativi sul riconoscimento e l’apprezzamento del duro lavoro svolto dai dirigenti scolastici.

Nonostante la gestione della pratica fosse sotto l’egida dell’Ufficio Scolastico Regionale, Giuseppe Bonelli, responsabile dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia, ha fornito la sua versione. Il dirigente ha rivelato che l’opposizione iniziale alla decisione della Corte dei Conti di negare il trattenimento era dovuta alla cronica carenza di dirigenti, sottolineando la rarità di tali casi. Tuttavia, l’opposizione è stata respinta, segnando così la fine anticipata della carriera di Albini.

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