Il caso del preside che non trova il cellulare e fa perquisire i piccoli alunni. Aveva dimenticato lo smartphone in segreteria. I genitori infuriati

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Divampa la polemica in una scuola primaria in provincia di Benevento. I primi a sollevare il problema sono stati i genitori degli studenti, seguiti dall’intervento del sindaco e infine da un parlamentare locale.

Il tutto è scaturito da un episodio di perquisizione ordinato dal dirigente scolastico a seguito della scomparsa del suo cellulare.

La perquisizione, avvenuta a settembre ma emersa solo recentemente, è stata definita dal sindaco come un “atto vergognoso” e di “inaudita gravità”. La situazione ha preso una piega più seria con l’interrogazione presentata al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara dal deputato di Forza Italia Francesco Maria Rubano. Quest’ultimo chiede chiarimenti e possibili provvedimenti in merito a quanto accaduto.

Come segnala il Corriere della Sera, tra i protagonisti di questa vicenda, spicca una bambina di sette anni che ha sfidato l’autorità rifiutandosi di aprire il suo zaino.

Il dirigente scolastico, convinto che il suo cellulare fosse stato preso da uno degli alunni durante la sua visita alla scuola primaria, ha ordinato la perquisizione degli zaini. Un atto che ha mortificato sia gli studenti che le insegnanti, portando alla luce questioni di responsabilità e autorità all’interno dell’istituto educativo.

Il ministro Valditara, ora informato della situazione, valuterà eventuali provvedimenti da adottare. Il cellulare, poi, è stato ritrovato: era in segreteria.

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