Il caso Cospito entra in classe: assemblea d’istituto fa discutere. I presidi: “Argomenti così divisivi dovrebbero restare fuori dalla scuola”

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L’assemblea del liceo classico Mamiani di Roma ha suscitato una forte reazione a seguito dell’invito rivolto alla penalista Ludovica Formoso, avvocato dell’anarchico Alfredo Cospito, che da quattro mesi è in sciopero della fame contro il regime del 41bis.

L’incontro si è tenuto appena tre giorni dopo la decisione della Corte di Cassazione di respingere il ricorso contro l’applicazione del carcere duro presentato dalla difesa, proprio nel momento in cui il movimento anarchico ha lanciato un nuovo appello per una stagione di minacce e violenze.

La situazione ha suscitato la reazione del vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, il quale ha dichiarato che “è singolare che nei licei della Capitale si discutano le vicende di Cospito con l’intento, nemmeno nascosto, di criticare il 41bis e le misure di massima fermezza per stroncare la mafia e il terrorismo”.

L’incontro è avvenuto a porte chiuse e solo i docenti sono stati presenti per supervisionare l’evento. Il tema principale dell’assemblea sarà la questione del 41 bis, seguito da “problemi interni” e altre questioni. In risposta alla scelta, Mario Rusconi, dell’Associazione nazionale presidi, ha dichiarato, a Il Messaggero, che nelle scuole non dovrebbero essere affrontati temi così divisivi in grado di creare situazioni difficili da gestire.

Sorridente, nonostante le polemiche che hanno preceduto il dibattito, la preside del Mamiani, Tiziana Sallusti: “Gli ospiti erano bilanciati”, spiega all’ANSA. “Mi ha colpito la domanda di un ragazzo, che ha raccontato di aver subito con la famiglia la pressione della mafia, e che diceva di essere rassicurato dal carcere duro. O di una ragazza, che ha detto che se anche solo una persona può essere riabilitata, deve essere una finalità dello Stato, che non deve solo punire, ma riabilitare”.

Cospito, chi è e perché è diventato un caso

Alfredo Cospito, nato a Pescara nel 1967 ma residente a Torino, è una figura di spicco del movimento anarchico torinese. Il suo nome è comparso nelle inchieste sull’insurrezionalismo già nel 1996.

È considerato uno dei leader della Federazione anarchica informale (FAI), un movimento composto da diversi gruppi che si occupano di intimidazione armata rivoluzionaria e che gli inquirenti ritengono un’organizzazione criminale con finalità terroristiche.

Cospito, redattore del foglio anarchico rivoluzionario Kn03, insieme alla sua compagna Anna Beniamino (attualmente detenuta nel carcere romano di Rebibbia), ha creato un gruppo che prendeva il nome dalla pubblicazione.

È in carcere da 10 anni per l’attentato nel 2012 contro l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, rivendicato dal Nucleo Olga della FAI con una lettera inviata al Corriere della Sera. Cospito venne arrestato insieme al suo amico e complice Nicola Gai, che è stato rilasciato nel 2020 dopo uno sconto di pena in appello.

Alfredo Cospito, il primo anarchico ad essere sottoposto alla misura restrittiva del 41-bis per quattro anni, si trova attualmente in sciopero della fame da tre mesi e le sue condizioni di salute si stanno deteriorando rapidamente.

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