Il blockchain, da sistema per le banche a sistema per segreterie e didattica. Di cosa si tratta

Stampa

Esiste da poco una tecnologia che può aiutare molte aziende – pubbliche e private – a snellire i propri processi pur mantenendo una gestione a prova di data breach (ovvero una breccia nelle informazioni aziendali riguardanti i dati personali degli utenti). Si tratta della blockchain, che arriva dal settore bancario-finanziario ma che, ormai, è arrivata ben oltre i confini entro i quali si è sviluppata.

Ambiti della blockchain

Essa si fa garante della correttezza di ogni transazione, essendo sorvegliata da una rete di “nodi”. Inoltre, è considerata una tecnologia trasparente, “open” e “free”, poiché utilizzabile online da qualsiasi operatore (pubblico o privato) e organizzata come un maxi-database distribuito.

La blockchain è anche abbastanza duttile e malleabile: può assicurare non solo il corretto scambio di titoli e azioni, ma anche, ad esempio sostituire un atto notarile e garantire la bontà delle votazioni, fino a ridisegnare il concetto stesso di seggio elettorale.

Estrapolata dal suo contesto, dunque, questa innovativa tecnologia può essere utilizzata in tutti gli ambiti in cui è necessaria una relazione tra più persone o gruppi, ed è capace di avere un impatto rivoluzionario su diversi settori, tra cui anche quello della scuola.

Blockchain nella Pubblica Amministrazione

L’applicazione della blockchain si espande finanche al settore della Pubblica Amministrazione, che risulta essere il secondo più attivo dopo quello finanziario.

Non a caso, nella PA, questo tipo di tecnologia viene utilizzata maggiormente nel settore della finanza pubblica, ma anche in quello sanitario, urbanistico e viabilistico e, infine, all’interno del sistema elettorale.

Sono questi, infatti tutti ambiti dove c’è bisogno di gestire una gran quantità di dati in maniera sicura. Come? Attraverso tre tipi di gestione basati sulla blockchain, ovvero

  • notarizzazione: digitalizzazione di registri pubblici (dal catasto ai titoli di studio) oppure delle graduatorie pubbliche (dai bandi, alle aste e gare d’appalto);
  • smart contract: che permette trasparenza della PA nella gestione dell’identità digitale del cittadino (SPID), come anche nei processi di allocazione dei fondi (procurement, gestione gare di appalto, gestione bandi);
  • Distributed Ledger: ovvero soluzioni volte a gestire filiere e processi (gestione della cartella clinica dei pazienti o dei dati sanitari della ricerca, verifica dell’anticontraffazione del farmaci) in maniera automatica e a in confomità con la legge sulla privacy.

Blockchain a scuola

In quanto parte del sistema delle PA, anche la scuola e l’università italiana hanno cominciato ad adottare questa tecnologia, soprattutto nel settore dello smart contract e della notarizzazione. È prassi in via di consolidamento, infatti, quella di distribuire pergamene elettroniche al termine del percorso di studi: pergamene con validità legale certificate tramite blockchain, ovviamente.

Il primo caso, in tal senso, è stato un istituto superiore calabrese, seguito poi da una serie di università – sia pubbliche sia private – che hanno percorso la scia del MIT di Boston, della Holberton School di San Francisco e dell’Imperial College di Londra (dove ormai l’iter formativo con blockchain è legge).

I vantaggi di utilizzare la blockchain nell’ambito scolastico risiedono innanzitutto nella possibilità, da parte di tutti gli stakeholders (studenti, scuole, università, famiglie ecc), di verificare facilmente se il titolo di studio in forma digitale sia l’originale e non presenti alterazioni rispetto a quello prodotto dall’Istituto. Questo permette velocità e sburocratizzazione dei processi amministrativi, una maggiore portabilità e accessibilità dei documenti perché sono in formato digitale e, infine, certificazione e sicurezza dei dati.

Blockchain e didattica post-Covid

La blockchain potrebbe essere inoltre una possibile soluzione per favorire la scuola a distanza, qualora se ne dovesse ripresentare l’occasione.

In tal senso, un’azienda europea attiva nell’industria dell’istruzione ha proposto – durante il periodo di lockdown – una piattaforma blockchain dove tenere corsi online al cui termine viene rilasciato un certificato con validità del tutto legale.

Tale piattaforma, inoltre, permette di registrare il progresso degli studenti in maniera integrata con eventuali learning management system pre-esistenti.

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur