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“Il banco vuoto … che parla” nel trentennale della strage di Capaci: in allegato l’UdA che curva il percorso al Convitto Nazionale di Palermo

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Per il trentennale delle stragi di Capaci e via d’Amelio, dove hanno perso la vita i giudici Falcone e Borsellino e le donne e gli uomini delle loro scorte, il Convitto Giovanni Falcone ha preparato una programmazione speciale e la diretta su RaiRadio1 e la presenza del Procuratore della Repubblica dottore Ignazio De Francisci. Il Convitto Nazionale, la scuola dove Falcone è cresciuto e dove ha studiato Giovanni Falcone, dove sono stati piantati i semi delle sue idee, il rigore morale e l’altruismo, è presidio di democrazia e simbolo di resistenza ormai da diversi anni e, ancora di più, in quest’ultimo periodo storico che vede a capo dell’istituzione la Rettrice e Dirigente scolastico professoressa Cettina Giannino che, con orgoglio, precisa che “saranno le gambe dei nostri giovani alunni, così come era nel sogno di Falcone, a portare in alto le sue idee”.

La fabbrica della memoria

Il Convitto – come sottolinea Cettina Giannino – è una struttura stabile da centinaia di anni ma lo è anche ciò che aleggia al suo interno che permette di fabbricare la memoria. “Perché non sia un edificio fragile – continua la professoressa Cettina Giannino – si impastano il ricordo e lo studio, la testimonianza e l’analisi. La “cura ” è il filo rosso della nostra programmazione didattica educativa annuale. Il curricolo verticale ha avuto una centratura su Uda di “Cittadinanza e Legalità” che ha dato vita a iniziative come quella del 12 aprile, ovvero “La città e lo spazio pubblico” e terminerà con lo spettacolo “all inclusive” in cui gli studenti passeranno da attività di service learning e ad attività artistico culturali in cui l’essere insieme diventa parte attiva della comunità e ne diventa fattore insostituibile e fondamentale”.

L’obiettivo è una memoria vissuta ogni giorno non soltanto per la ricorrenza del trentennale

Dal presupposto del concetto di cura nasce il percorso per il trentennale delle stragi di maggio e luglio del 1992 a Palermo, ripercorrendo ciò che le determinò, gli effetti che produssero, quel che resta, anche nell’immaginario collettivo, dell’immane sacrificio consumatosi tra Capaci e via D’Amelio. “L’obiettivo – sottolinea il DS professoressa Cettina Giannino – è una memoria vissuta ogni giorno non soltanto per la ricorrenza del trentennale che sia un condensato di consapevolezza utile per il cambiamento. Serve per questo la storia, il contributo degli studiosi quel che è rimasto nel loro patrimonio individuale e che a sua volta resterà nel patrimonio individuale di ogni nostro alunno”.

Un programma ambizioso quello del 23 maggio

Un programma ambizioso quello di lunedì 23 per il Convitto nazionale “Giovanni Falcone” di Palermo diretto dalla rettrice professoressa DS Cettina Giannino. Alle ore 7.30/9.00 diretta dal cortile del Convitto di RAI RADIO 1 con la trasmissione “Radio anch’io” con la partecipazione del procuratore Ignazio De Francisci; a seguire “il banco vuoto di Giovanni “: presenza di un banco vuoto in ogni classe della scuola dove poter lasciare un pensiero, una lettera, un disegno che verranno successivamente esposti in cortile; poi, il teatro dell’anima di Sally Rampulla “ho incontrato i miti platonici sulla strada della legalità”; coreografie di Serena Ferraiuolo e col soprano Ginevra Baglio. Sempre in mattinata, dalle ore 9.00, presidio della legalità su p.zza Sett’Angeli curato dagli studenti della scuola sec. di I grado; “in un unico abbraccio”, performance recitativa delle classi prime della scuola primaria in cortile alla presenza dei genitori delle classi coinvolte; e alle ore 15.30, partenza del pullman della polizia di Stato con gli studenti delle classi seconde della scuola sec. di I grado per commemorare le vittime della strage di Capaci nel giardino della memoria Quarto Savona Quindici.

La curvatura del Convitto con l’UdA “Cittadinanza e Legalità” che abbraccia i 3 ordini di scuola 

Di particolare pregio è la curvatura proposta dal Convitto Nazionale Giovanni Falcone, per il tramite di un’UdA trasversale (referente del curricolo verticale è la Prof.ssa Tiziana Schiavo) e per più segmenti formativi (Primaria, Secondaria di I Grado e Liceo Classico), che rappresenta l’orgoglio della scuola tutta, della comunità, del territorio, del corpo docente e del dirigente scolastico professoressa Cettina Giannino vero motore di questa scuola (come lo era stato, anche, per le precedenti). Come sottolinea il sito del ministero dell’Istruzione “il Miur offre alle scuole un quadro di riferimento per predisporre un’offerta formativa che valorizzi l’educazione alla convivenza civile e alla legalità. Si tratta di percorsi educativi per il pieno sviluppo della persona umana e dei diritti di cittadinanza, allo scopo di dare attuazione alle garanzie che la Costituzione della Repubblica italiana prevede”. Di fatto quanto pensato e ideato dal Convitto nazionale di Palermo che porta il nome di Giovanni Falcone dà risposte concrete all’assunto in base al quale, come si legge sul sito MIUR; “l’educazione alla democrazia e alla legalità rende gli studenti e le studentesse protagonisti e, cioè, capaci di esercitare i propri diritti-doveri di cittadinanza. Essi si esplicano nel rispetto delle regole e nella partecipazione alla vita civile, sociale, politica ed economica. Il Miur, per assecondare bisogni, interessi e aspirazioni degli studenti e delle loro famiglie, punta a una formazione di alto livello, funzionale allo sviluppo di una cittadinanza piena e consapevole. In tale ottica, per diffondere la cultura della legalità, ritiene di significativa importanza la collaborazione con tutti i soggetti sociali e istituzionali”. La curvatura è, possiamo affermarlo con certezza, la migliore risposta dell’istituzione scolastica al presupposto filosofico e metodologico della “legge 92 del 2019 ha introdotto l’insegnamento scolastico dell’educazione civica. All’articolo 3 prevede, tra le tematiche di riferimento per lo sviluppo delle competenze e degli obiettivi specifici di apprendimento, l’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie, la conoscenza della Costituzione, delle istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali. L’insegnamento della legalità costituisce una delle frontiere educative più importanti e ha l’obiettivo principale di creare un circolo virtuoso fra i giovani cittadini e le istituzioni per incentivare l’assunzione di responsabilità del singolo verso la collettività”.

Progettazione uda verticale su cittadinanza e legalità

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