Il 40% degli studenti è iscritto in un indirizzo tecnico-professionale, ma completa gli studi il 55%. Qualcosa non quadra

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Il documento “L’istruzione in uno sguardo 2023: Indicatori OCSE” offre una panoramica dettagliata e comparativa sull’istruzione a livello internazionale, organizzata in varie sezioni che esaminano diversi aspetti del sistema educativo e i risultati degli investimenti in istruzione. Di seguito, troverai un’analisi approfondita dei risultati degli istituti di istruzione e degli effetti dell’apprendimento in Italia, mettendo in evidenza le differenze significative rispetto ad altri contesti nazionali.

Punti salienti e risultati degli istituti di istruzione e gli effetti dell’apprendimento

Partecipazione e completamento dell’istruzione

Analizzando in dettaglio i dati sulla partecipazione e il completamento degli studi tecnico-professionali in Italia, confrontandoli con le statistiche OCSE, emergono diversi aspetti rilevanti che ci permettono di comprendere meglio il contesto educativo e le sfide specifiche.

Partecipazione all’istruzione tecnico-professionale

  • 40% dei giovani tra i 15 e i 19 anni in Italia segue percorsi di istruzione secondaria superiore a indirizzo tecnico-professionale. Questo è notevolmente superiore alla media OCSE del 23%. Questo dato riflette una maggiore propensione verso l’istruzione tecnico-professionale in Italia, forse dovuta a una percezione di maggiore utilità pratica o a una migliore integrazione con le esigenze del mercato del lavoro locale​​.

Tasso di completamento

  • In Italia, il 55% degli studenti completa i percorsi di istruzione secondaria superiore a indirizzo tecnico-professionale entro i termini previsti, rispetto al 79% degli studenti di indirizzo liceale. Questo indica una disparità significativa nel tasso di completamento tra i diversi indirizzi di studio. Questo potrebbe riflettere vari fattori, come differenze nella difficoltà del curriculum, nel supporto accademico disponibile, o nelle motivazioni degli studenti​​.

Comparazione con i dati dell’analisi

La ricerca evidenzia che la percentuale di giovani adulti di età compresa tra i 25 e i 34 anni il cui livello di istruzione più alto è a indirizzo tecnico-professionale, per livello di istruzione (2022). L’analisi fornisce ulteriori dettagli sul risultato finale di queste traiettorie educative. In base ai dati disponibili:

  • In Italia, il 35% dei giovani adulti tra i 25 e i 34 anni ha una qualifica IFP come livello più elevato di istruzione e formazione tecnico-professionale: il 34% ha raggiunto il livello di istruzione secondaria superiore e l’1% il livello post-secondario non terziario. Questi dati riflettono una tendenza a seguire percorsi IFP piuttosto che liceali o universitari, il che potrebbe essere attribuito a un contesto economico e industriale che valorizza le competenze pratiche e tecniche​​.

Implicazioni e sfide:

  • La più alta percentuale di iscrizione ma il più basso tasso di completamento suggeriscono che mentre c’è un forte ingresso nei percorsi IFP, molti studenti incontrano difficoltà nel portare a termine gli studi. Ciò può essere dovuto a una serie di fattori tra cui la preparazione degli studenti, la percezione di valore del diploma tecnico rispetto a quello liceale, o la qualità dell’istruzione stessa.
  • La sfida per il sistema educativo italiano consiste nel non solo attrarre ma anche mantenere gli studenti nei percorsi IFP, garantendo che questi percorsi siano efficaci nel preparare gli studenti per il mercato del lavoro o per ulteriori studi.

Per affrontare queste sfide, potrebbero essere necessarie politiche che mirano a migliorare la qualità e la pertinenza dell’istruzione tecnico-professionale, aumentando le risorse per il supporto educativo e le connessioni con l’industria, per garantire che gli studenti non solo inizino ma completino i loro studi e si inseriscano con successo nel mondo del lavoro.

Transizione dall’istruzione al lavoro

  • Occupabilità post-diploma: I diplomati degli istituti tecnico-professionali in Italia mostrano un tasso di occupazione del 55% dopo uno o due anni dal diploma, il più basso nell’OCSE. Inoltre, il 28,1% dei giovani con diploma tecnico-professionale rientra nella categoria NEET (non in educazione, occupazione o formazione), molto al di sopra della media OCSE del 15,2%.
  • Guadagni: I giovani adulti in Italia con diploma tecnico-professionale guadagnano solo il 4% in più rispetto ai coetanei senza diploma, il valore più basso nell’OCSE. Tuttavia, per le fasce d’età più elevate (45-54 anni), il vantaggio retributivo aumenta notevolmente.

Qualità e pertinenza dell’IFP

  • Variazione tra paesi: La qualità e la pertinenza dei percorsi di IFP variano notevolmente tra i paesi. In Italia, il 35% dei giovani adulti possiede una qualifica IFP come massimo livello di istruzione, mostrando una persistenza nel tempo di questi percorsi, nonostante le sfide nella transizione al lavoro.

Comparazione con altri paesi europei

  • Investimenti nell’istruzione: L’Italia investe il 4,2% del suo PIL nell’istruzione, che è inferiore alla media dell’OCSE del 5,1%. Questo si riflette anche nella spesa per studente, con l’Italia che spende 11.400 USD per studente contro una media OCSE di 12.600 USD.
  • Disparità di genere: In Italia, la disparità di genere persiste, specialmente nei percorsi tecnico-professionali e nelle fasce d’età più giovani. Inoltre, la proporzione di insegnanti di sesso maschile nell’educazione della prima infanzia è molto bassa (1%), segnalando una significativa disparità di genere nel settore educativo.

Implicazioni

Questi dati sottolineano la necessità per l’Italia di riformare e potenziare i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale per migliorare la transizione dall’istruzione al lavoro e aumentare l’occupabilità e i guadagni dei giovani adulti. Inoltre, è essenziale un incremento degli investimenti nell’istruzione per allinearsi agli standard dell’OCSE e migliorare gli esiti educativi e occupazionali.

Questo confronto mostra che mentre alcuni aspetti dell’istruzione in Italia sono in linea con la media OCSE, ci sono aree significative che necessitano di attenzione per garantire che l’istruzione contribuisca efficacemente al benessere economico e professionale degli individui.

Nella sezione “Accesso all’istruzione, partecipazione e progressi” del documento “Uno sguardo sull’istruzione 2023” dell’OCSE, sono presentate diverse metriche c

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