IeFP, modifica repertorio figure di riferimento per qualifiche e diplomi professionali. Parere Cspi

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Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, nella seduta plenaria n 45 dell’11 agosto, si è espresso sullo schema di decreto di “Rimodulazione dell’Allegato 4 del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro della salute, 24 maggio 2018, n. 92, recante la correlazione tra le figure di Operatore e Tecnico del nuovo Repertorio nazionale delle figure nazionali di riferimento per le qualifiche e i diplomi professionali di cui all’Accordo Stato/Regioni del 1° agosto 2019, Rep. Atti n. 155/CSR, e gli indirizzi di istruzione professionale, nonché integrazione dei codici ATECO degli indirizzi di studi contenuti nell’Allegato 2 del suddetto decreto”.

In premessa il Cspi sottolinea che rispetto allo specifico provvedimento è stato consultato “a valle” di un processo avviato nel confronto Stato/Regioni, dopo un anno dalla firma dell’Accordo del 1° agosto 2019, “su un tema che avrà incidenza nella vita delle scuole solo nella fase delle iscrizioni per l’anno scolastico 2021/22, mentre le stesse per l’anno scolastico 2020/21 continueranno ad erogare i percorsi IeFP così come definiti dall’Accordo del 27 luglio 2011”.

Il Cspi rileva che “l’attuale Accordo Stato/Regioni rispetto al precedente Accordo del 27 luglio 2011, produce una frammentazione della realizzazione dei percorsi formativi favorendo sul territorio nazionale una offerta più aderente alle esigenze professionali dei territori a discapito però di una unitarietà dei profili in uscita“.

Il Cspi sottolinea inoltre che “la parcellizzazione delle conoscenze, l’orientamento dei percorsi verso attività esecutive, unita alla scelta precoce di un particolare mestiere, contribuirà a rendere questi percorsi sempre più residuali e rivolti ad una utenza caratterizzata da un ridotto livello di formazione culturale generale. Tale limite potrebbe essere superato solo se nei “quadri orari” dei percorsi le ore dell’area comune non venissero intaccate dalle possibili “curvature”. Questo permetterebbe sia una maggiore uniformità nazionale rispetto ai percorsi formativi sia una preparazione più adeguata degli studenti al conseguimento del diploma quinquennale“.

Parere CSPI

IeFP, modifica repertorio figure di riferimento per qualifiche e diplomi professionali.

 

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