IdV, con manovra ancora tagli a servizi essenziali per Paese

di Lalla
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ufficio stampa IdV – “E’ vergognoso che la manovra da oltre 40 miliardi contenga ancora tagli a scuola e sanità, già messe in ginocchio dalle precedenti finanziarie. Il nostro sta diventando un Paese dove i servizi essenziali non sono più considerati un bene comune, ma un fardello di cui lo Stato si deve liberare, per lasciare spazio alle speculazioni di qualche imprenditore.

ufficio stampa IdV – “E’ vergognoso che la manovra da oltre 40 miliardi contenga ancora tagli a scuola e sanità, già messe in ginocchio dalle precedenti finanziarie. Il nostro sta diventando un Paese dove i servizi essenziali non sono più considerati un bene comune, ma un fardello di cui lo Stato si deve liberare, per lasciare spazio alle speculazioni di qualche imprenditore.

Il problema non riguarda solo l’accorpamento degli istituti, che renderà impossibile la gestione del lavoro assegnato al personale amministrativo e ai dirigenti scolastici che non potranno più contare sui vicari, privati degli esoneri dall’insegnamento. L’aspetto più deprecabile di questa manovra consiste nel subdolo tentativo di limitare ulteriormente il diritto allo studio degli alunni disabili e non.

Viene soppresso il tetto di 20 studenti per classe quando ce n’è uno disabile, e imposti gli stessi limiti anche a quelle senza disabili, creando così classi con oltre 30 alunni. Con sorprendente leggerezza, l’esecutivo trasforma un docente ordinario in un insegnante di sostegno, attivando un semplice corso di formazione. Si tratta di un escamotage finalizzato a utilizzare i docenti in esubero, al posto dei precari in possesso di titoli specifici per affiancare alunni con comprovate difficoltà.

Questo esecutivo, perseverando nella malsana pretesa di scaricare i tagli di bilancio sulle categorie più deboli, calpesta il diritto allo studio degli studenti disabili e non, e le professionalità degli insegnanti, senza rispetto alcuno per i titoli di studio, per il percorso formativo e per le attitudini individuali. Queste misure determineranno un sovraccarico di lavoro in primis dei dirigenti scolastici che, invece di vigilare sulla sicurezza degli studenti a loro affidati, dovranno fare la spola da un plesso all’altro delle numerose scuole a loro affidate senza poter neanche più contare sul supporto dei vicari perché a questi ultimi viene negata la possibilità di godere dell’esonero o semi-esonero dall’attività di insegnamento.

Chi opera all’interno delle segreterie poi dovrà gestire i rapporti col personale e gli studenti non più di una sola scuola. I docenti infine, invece di concentrarsi sulle strategie didattiche e l’aggiornamento professionale, attività ritenute evidentemente sacrificabili da questo governo, saranno costretti ancora di più a svolgere quelle mansioni burocratiche normalmente affidate al personale ATA (come compilazione di pagelle e documenti vari) per consentire il funzionamento, altrimenti compromesso, degli istituti presso cui sono in servizio.

Per la scuola la prossima manovra procede in direzione della flessibilità dequalificante del personale e della totale eliminazione dei precari e cioè di un numero cospicuo di lavoratori senza i quali non è pensabile che questa istituzione continui a garantire il diritto allo studio degli alunni. Oltre agli studenti, bersaglio della finanziaria sono anche dirigenti scolastici, personale amministrativo e docenti, nei confronti dei quali il processo di dequalificazione e svilimento professionale procede con sorprendente celerità. L’accorpamento degli istituti previsto da questa manovra infatti, senza prestare la benché minima attenzione alla dislocazione degli edifici
sul territorio, impone la sparizione di tutti i circoli didattici (composti dalle scuole dell’infanzia e dalle primarie) e di tutte le scuole secondarie di primo grado, in favore della creazione di istituti comprensivi (formati
da scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado) che da adesso in poi avranno un’unica dirigenza, un’unica segreteria, anche se ubicati a chilometri di distanza.

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