Idonea al concorso 2016, supplente, concorso 2018. Non è sufficiente per il ruolo? Lettera

di redazione
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Claudia Di Vita – Sono un’insegnante di lingua inglese abilitata dallo Stato all’esercizio della professione attraverso il Percorso Abilitante Speciale.

Purtroppo, per uno strano gioco del destino, non mi sono trovata nel posto giusto al momento giusto. E come me, tanti colleghi abilitati dopo la chiusura delle “famigerate” graduatorie provinciali permanenti nel 2007 e successiva trasformazione in graduatorie ad esaurimento, che hanno da sempre dato la certezza del lavoro ai colleghi di ruolo, che
affianchiamo tutti i giorni a scuola.

Tra l’altro, io sono una di quegli insegnanti abilitati che, pur avendo superato tutte le prove del concorso docenti del 2016, mi sono ritrovata in una posizione poco felice poiché, pur avendo anni ed anni di esperienza lavorativa nella scuola (nel 2016 dieci anni), mi sono vista scavalcare da colleghi che avevano meno servizio rispetto a me, ma che avevano avuto riconosciuto un punteggio superiore aggiuntivo, solo perché avevano conseguito l’abilitazione attraverso un percorso diverso.

Per cui, mi devo accontentare delle piccole supplenze che, di tanto in tanto, arrivano per ricordarmi il percorso che ho fatto per arrivare fin qui.

Faccio parte, inoltre, di quel numeroso gruppo di docenti abilitati precari che valgono quanto il due di coppe in una partita a briscola e che sono stati sempre dimenticati dal Governo e dai sindacati confederali.

Oggi ci vogliono propinare un concorso detto Transitorio che altro non è se non una presa per i fondelli, in quanto studi approfonditi, da parte del Prof. Ing. Andrea Chidichimo, hanno dimostrato che le immissioni in ruolo avverranno dai 3 ai 49 anni in tutte le regioni d’Italia. Le graduatorie che si verranno a costituire saranno a carattere regionale, per cui assisteremo ad una ulteriore disgregazione delle famiglie per come abbiamo già assistito nel 2014 con le fasi B e C della Buona Scuola. La cosa migliore sarebbe quella di ritornare al vecchio sistema di reclutamento attraverso doppio canale: concorso ordinario con graduatoria regionale e graduatoria permanente provinciale aggiornabile ogni tre anni con titoli e naturalmente servizio.

Questo renderebbe tutto molto più semplice e trasparente, e risolverebbe il problema del precariato, evitando ulteriore spreco di denaro pubblico.

Riaprire una graduatoria già esistente non costa davvero nulla.

GaE riaperte oppure trasformazione in graduatorie permanenti provinciali per tutti gli abilitati con almeno 36 mesi di servizio!

Prof.ssa Claudia Di Vita
Docente abilitata precaria e idonea al concorso scuola 2016.

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