Idea Scuola: le scuole italiane tra le peggiori d’Europa in termini di ricambi d’aria per studente

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Comunicato IdeaScuola Comitato Nazionale – In quali condizioni i circa 5 milioni di studenti del primo ciclo ed i relativi docenti hanno affrontato quest’anno scolastico sempre in presenza al 100% – salvo sporadiche eccezioni – in termini di sicurezza legata all’epidemiologia Covid-19? Ed in quali studenti e personale tutto del secondo ciclo, a parte gli assurdi balletti nelle % di frequenza in presenza?

Chi si assume la responsabilità delle scelte effettuate ed, ultimamente, delle mancate azioni di revisione del protocollo di sicurezza alla luce della maggiore contagiosità della cosiddetta variante inglese anche tra i più piccoli?

Tralasciando per un momento il discorso delle classi pollaio in ogni ordine e grado e quindi di un adeguato distanziamento, sono mancati di fatto due pilastri fondamentali per poter parlare di vera sicurezza in aula: un adeguato ricambio d’aria ed un sistema di screening e tracciamento efficace.

Un rapporto del Ministero della Salute inchiodava già in epoca pre-Covid le scuole italiane: sono tra le peggiori d’Europa in termini di ricambi d’aria per studente. Il rapporto tecnico “GRUPPO GARD-I” [2011], evidenzia sulle base di studi pubblicati su riviste internazionali – Simoni et al. [2010, 2011] – come nelle scuole italiane testate nell’ambito di un progetto europeo, in media si abbia un ricambio d’aria pari a 3,2 litri al secondo a persona (l/s/p). In Svezia, le scuole garantiscono livelli d’aerazione più di cinque volte maggiori, pari a 16,9 l/s/p.

Recentemente, un rapporto tecnico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, WHO [2021], ha indicato come necessario per la mitigazione del rischio covid un ricambio d’aria nelle scuole pari ad almeno 10 l/s/p

Questa indicazione dell’OMS si riferisce ad una norma tecnica europea, la EN 16798-1, che è vigente in Italia, ma è raramente applicata; o probabilmente per l’ambiente scolastico è stata gestita negli anni in deroga così come tante sono le deroghe che di anno in anno si ripetono: due scuole su cinque non hanno il certificato del collaudo statico, in 3 su 5 manca il certificato prevenzione incendi e nel 55% dei casi manca quello di agibilità

L’allarmante quadro è stato confermato anche dal Progetto di ricerca “Il cambiamento è nell’aria” promosso dalla Libera Università di Bolzano: avviato a luglio 2019 e concluso a giugno 2020, ha rilevato come i valori ottimali di concentrazione di CO2 e ventilazione sono disattesi per quasi la totalità del tempo ed il ricorso alla ventilazione naturale, anche se più esteso, non può garantire i tassi di ricambio richiesti.

Ci chiediamo dunque su che basi si sia fondato e si fondi tuttora il protocollo di sicurezza scolastica.

Alla mancanza di aerazione efficace delle aule, si aggiunge la totale mancanza di screening preventivo, di fatto mai regolamentato ed attivato salvo iniziative locali, e tracciamento, che ricordiamo è venuto meno sin dal mese di ottobre 2020 con la sospensione dell’obbligo di tampone decorsi 14 giorni per i “contatti stretti asintomatici , ma sempre dichiarato quale punto cardine fondamentale per la sicurezza scolastica.

Un appello pubblicato su The Lancet afferma che per un tracciamento efficace non si dovrebbe superare la soglia di 10 nuovi casi al giorno per milione di abitanti . Questa soglia è di circa 7 volte inferiore a quella che lo stesso ISS ha più volte ribadita come la soglia di nuovi casi settimanali per la quale sarebbe permesso il completo ripristino dell’attività di tracciamento: 50 casi ogni 100.000 abitanti . Ad oggi nessuna regione italiana è in condizioni di tracciamento ottimale (fig. 1). Non solo dunque non riusciamo a intercettare in modo adeguato i casi sintomatici, ma siamo del tutto indifesi di fronte alla trasmissione dell’infezione asintomatica (fig. 2), essendo del tutto assente un’attività costante di screening nella popolazione scolastica.

Purtroppo, rileviamo da settimane il maggior incremento dei contagi in fascia 0-9 anni, seguito dalla fascia 10-19 (fig. 3). E si continua a frequentare in presenza. Di fatto al buio per quanto riguarda la situazione epidemiologica e senza aerazione efficace. In ogni ordine e grado scolastico.

Auspichiamo che le Istituzioni inizino a tutelare in maniera seria la salute di chi vive il mondo scolastico e le famiglie a casa, ad investire parte dei 32 miliardi previsti dal Recovery Fund per “istruzione e ricerca” in infrastrutture, installazione di sistemi di ricambio e sanificazione d’aria adeguati, in riduzione del numero di alunni per classe. Per un rientro a settembre in piena sicurezza per ogni ordine e grado.

I nostri figli, i nostri insegnanti, meritano aule in linea con gli standard europei in termini di qualità dell’aria e sicurezza, le deroghe non sono più ammissibili, come non è più ammissibile questo girare le spalle alla mancanza di screening e tracciamento in ambiente scolastico in contesto sanitario di emergenza.

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