I videogiochi come materia di insegnamento, la proposta della sottosegretaria Borgonzoni, “il Ministero è già al lavoro”

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I video giochi, una industria sempre più in crescita, vengono sdoganati nell’utilizzo con scopi didattici dalla cosiddetta “gamification”, la “ludicizzazione” dell’apprendimento attraverso elementi tipici dei giochi e dei video giochi, nel caso specifico.

Il settore in questi anni è dunque entrato nell’istruzione e ha messo piede anche nell’ambito culturale, come ad esempio nei musei.

Quindi, perché non trasformarla in una materia di studio come tutte le altre, insieme a tutto il settore audiovisivo?

La proposta giunge dalla sottosegretaria Borgonzoni, in occasione una conferenza stampa alla Casa del cinema di Roma, organizzata dall’associazione di settore IIDEA. E, secondo quanto riportato dalle agenzie, si è già al lavoro con il Ministro dell’istruzione per portare i videogiochi all’interno delle aule.

Durante la conferenza stampa, sono stati forniti i numeri del settore. Un settore che è oggi in Italia una industria di tutto rispetto. Infatti, il fatturato del 2022 si aggira tra i 130 e i 150 milioni di euro, segnando un +30% rispetto all’anno precedente.

In aumento anche gli occupati del settore, con un aumentano del 50%, passando dai 1.600 del 2021 ai 2.400 del 2022. L’83% ha meno di 36 anni, mentre uno su quattro è donna.

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