I tempi giusti per comunicare lo status di invalidità nelle graduatorie

Di Lalla
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red – In seguito alla pubblcazione della lettera della docente Daniela Bonurelli riceviamo una comunicazione da parte degli avvocati Massimo Pistilli e Stefania Reho che spiegano come in realtà sia un diritto far valere l’invalidità anche a graduatorie chiuse, non essendo l’invalidità un titolo, ma una condizione soggettiva.

red – In seguito alla pubblcazione della lettera della docente Daniela Bonurelli riceviamo una comunicazione da parte degli avvocati Massimo Pistilli e Stefania Reho che spiegano come in realtà sia un diritto far valere l’invalidità anche a graduatorie chiuse, non essendo l’invalidità un titolo, ma una condizione soggettiva.

"Scriviamo perché toccati dalla lettera di Daniela Bonurelli (13 settembre 2011) che racconta con coraggio estremo – su una rivista telematica letta da migliaia di persone – di come sia stata colpita da una gravissima malattia nel corso di una già difficile vita precaria (che l’aveva costretta a tenere lontani il marito e la piccola figlia).

Al di là della commossa ammirazione per il coraggio civile (tanto raro di questi tempi) di una condivisione che deve essere dolorosissima, abbiamo letto nella sua lettera del paradosso di non poter far valere la precedenza accordata dalla legge 68/1999 alle categoria dei soggetti svantaggiati (cui la lettrice certamente appartiene).

E interveniamo per dire a Daniela che è stato negato un suo diritto.

Il Ministero dell’Istruzione è forse l’unico datore di lavoro (certamente uno dei pochissimi) che pretende di subordinare la concessione delle precedenze di cui alla legge 68/1999 a delle graduatorie (salvo, poi, assai singolarmente non pretendere lo stesso per i benefici di cui alla legge 104, nonostante – da questo limitato punto di vista – i presupposti dogmatici siano esattamente gli stessi).

L’errore – di concetto – è ragionare come se i requisiti per beneficiare delle precedenze di cui alla legge 68/1999 siano titoli (e così, infatti, vengono non solo impropriamente, ma erroneamente chiamati: titoli di precedenza).

Sono, invece, condizioni soggettive.

La cui titolarità in capo al soggetto è del tutto indipendente da eventuali graduatorie, e non può perciò essere influenzato dal momento di formazione delle graduatoria, ma soltanto dal momento in cui alla singola assunzione si proceda (che sia a tempo indeterminato o a termine).

In altri termini, può trattarsi delle varie graduatorie permanenti ad esaurimento come perfino delle graduatorie del concorso ordinario; in esse il lavoratore interessato deve essere soltanto collocato, nella posizione cui ha merito.

Dal momento in cui si perfezionano i requisiti per il diritto alla precedenza (invalidità superiore al 45%, e stato di disoccupazione certificato dalla iscrizione nelle liste del collocamento mirato), un minuto dopo il lavoratore ha diritto a fruire delle precedenze.

Perciò non conta che il lavoratore fosse già malato al momento della iscrizione o della formazione della graduatoria; nel caso del concorso ordinario, la relativa graduatoria può esser stata perfezionata anche molti anni prima della proposta di contratto (in quel caso necessariamente a tempo indeterminato).
E di qui si comprende agevolmente come sarebbe del tutto privo di senso logico elementare pretendere che una persona diversamente abile da anni collocata in graduatoria dopo una persona divenuta invalida in epoca recente possa essere preferita a quest’ultima per il solo fatto (del tutto casuale e insignificante) del momento in cui la graduatoria è redatta.

Ogni qualvolta il datore di lavoro pubblico dovrà dar corso ad una assunzione ricompresa nel 7% di posti riservati alle categorie protette, dovrà scorrere la graduatoria prelevando il primo lavoratore in possesso dei requisiti soggettivi in quel momento.

Dunque, Daniela dovrà semplicemente comunicare all’Ufficio Scolastico provinciale che conserva la graduatoria cui è iscritta di essere in possesso dei requisiti per fruire dei benefici di cui alla legge 68/1999 (certificazione di invalidità e certificato di iscrizione alle liste del collocamento mirato).

Dal momento in cui avrà perfezionato questo comunicazione, avrà diritto a concorrere alla prima assunzione (a tempo indeterminato o a termine) che sarà disposta, e avrà diritto ad ottenerla, ove non vi siano prima di lei in graduatoria altri candidati con analoga riserva.

L’Amministrazione può concordare o meno; cambia davvero poco…
Dato che le possibilità di evitare una soccombenza nel giudizio che seguirebbe sono, per l’Amministrazione stessa, ovviamente, prossime al lumicino…

Se Daniela ha già eseguito queste comunicazioni, aveva già diritto al conferimento degli incarichi per questo anno scolastico; se glieli hanno denegati, può far valere i suoi diritti.

Questo chiarimento è tutto quello che possiamo fare per Daniela.

Per quel che è più importante, ha gli auguri più affettuosi di tutto il nostro studio.

Ringraziamo anticipatamente la redazione,

Avv. Massimo Pistilli

Avv. Stefania Reho"

La lettera di Daniela

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