“I sussidi servono a sopravvivere, ma ai giovani bisogna dare di più”. Il monito di Mario Draghi a Rimini

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“In questo susseguirsi di crisi i sussidi che vengono ovunque distribuiti sono una prima forma di vicinanza della società a coloro che sono più colpiti, specialmente a coloro che hanno tante volte provato a reagire. I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire”. Così Mario Draghi al Meeting per l’amicizia fra i popoli a Rimini.

“Ai giovani – ha aggiunto – bisogna però dare di più: i sussidi finiranno e resterà la mancanza di una qualificazione professionale, che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuri”.

Per Draghi, dunque, è importante che i giovani vengano messi al centro di ogni riflessione per rimettere in moto i loro percorsi formativi: “La nostra libertà di circolazione, la nostra stessa interazione umana fisica e psicologica, sono state sacrificate, interi settori delle nostre economie sono stati chiusi o messi in condizione di non operare. L’aumento drammatico nel numero delle persone private del lavoro che, secondo le prime stime, sarà difficile riassorbire velocemente, la chiusura delle scuole e di altri luoghi di apprendimento hanno interrotto percorsi professionali ed educativi, hanno approfondito le diseguaglianze”.

E ancora: “Nelle attuali circostanze il pragmatismo è necessario. Dobbiamo accettare  l’inevitabilità del cambiamento con realismo e, almeno finché non sarà trovato un rimedio, dobbiamo adattare i nostri comportamenti e le nostre politiche. Ma non dobbiamo rinnegare i nostri principii. Proprio perché oggi la politica economica è più pragmatica e i leader che la dirigono possono usare maggiore discrezionalità, occorre essere molto chiari sugli obiettivi che ci poniamo”.

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