I sacrifici al Nord di un docente del Sud. Lettera a Bussetti

di redazione
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Inviato da Roberto Truglia (aspirante docente ) – Caro Ministro Bussetti chi le scrive è un aspirante docente(precario-abilitato).

Ho scelto, 15 anni fa, di inserirmi nelle graduatorie d’istituto al nord, se qualcuno mi avesse posto la domanda, quando ero alunno, “faresti l’insegnante? Di sicuro mi sarei messo a ridere, non mi chieda il perché.
Sono fiero del mio percorso scolastico, ho avuto modo di conoscere docenti validissimi, sono figlio della Scuola che lei incita a mettere più impegno e sacrifici.

Non ero un alunno modello, ero un pochino irrequieto, ma grazie alla vicinanza della mia famiglia ed al lavoro dei miei professori, oggi sono fiero di sedere dall’altra parte della cattedra…ma sempre in mezzo agli alunni!

Ho specificato in alto che sono abilitato, abilitato dallo stato…ma ancora precario. Ho conseguito l’abilitazione nel 2014 con già, nello zaino, 10 anni di precariato.
Ho frequentato il Pas presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, nel periodo più buio per me…ma sono riuscito a portarlo a termine.
Mi indigno oggi come mi sono indignato in questi ultimi anni, mi indigno quando sento pronunciare determinate parole…buttate lì alla leggera, ma con un preciso scopo. Mi sono indignato quando venivamo chiamati “fannulloni”, “choosy”,  “sovversivi”, “privilegiati” ed oggi mi indigno con lei.

Udendo queste affermazioni mi ritorna in mente il mio percorso, i miei piccoli sacrifici ed il mio impegno, tante volte mi è balenato l’idea di abbandonare…ma per fortuna, mia, mi vengono in soccorso i tanti alunni che ho conosciuto in 15 anni di servizio, mi vengono in mente le loro facce e le frasi pronunciate ogni anno alla chiusura della Scuola, ed allora cresce in me la voglia.

Non mi reputo un Docente modello, forse, ma ogni anno che passa mi innamoro sempre di più di questa professione, passione che aumenta grazie agli alunni, mi piace imparare assieme a loro e con loro.

Ritorno all’esperienza durante il Pas. Ho portato a termine il percorso con grande sacrificio oltre che fisico, aggiungo, anche psicologico. Il percorso è capitato in un periodo molto buio per me, ma non ho mai fatto trasparire nulla…ogni volta che andavo a Modena…arrivavo sempre con il sorriso stampato sul volto, nessuno dei miei colleghi aveva capito nulla…sempre con il sorriso.

In quel periodo mio fratello, più grande di me di 7 anni, combatteva la sua battaglia in quel di Piacenza…ahimè, persa. Ho frequentato il corso portando a Modena solo il corpo, la mente era a Piacenza, la mia mente era rivolta ai miei nipoti, a mia cognata, a mio fratello, a mia mamma ed a me che non potevo essere lì con loro. Di mattina a scuola ed il pomeriggio a Parma per mio Fratello…quando non andavo a Modena,
mi creda, un inferno…ma ho portato a termine il mio percorso.

Non mi dilungo oltre, ma io credo nella Scuola, credo nel lavoro dei miei colleghi e credo nei sacrifici e nell’impegno messo dai miei colleghi e dirigenti, sia al nord sia al sud…sud che io conosco benissimo…sono meridionale, da tanti anni al nord, e spero di tornare al sud, giù ho l’altra metà della famiglia. Spero di lasciare, al nord, un ottimo ricordo, da parte mia mi porto giù la bellissima esperienza fatta in tutti questi anni ed il rapporto positivo con i miei colleghi e dirigenti conosciuti.
Non mi dilungo oltre.

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