I ruoli di insegnanti, educatori e formatori d’azienda in situazioni blended e di Didattica Digitale Integrata. Webinar Ispring

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Nella didattica digitale integrata e nelle attività più ampie di Blended Learning, con processi di insegnamento e apprendimento che avvengono dentro e fuori l’aula, con il rispetto dei ritmi di studio di ciascun utente e una community e un tutor che fanno da supporto, lo scenario educativo presenta molte differenze rispetto a un approccio che trova la sua unica espressione nella vita in classe, nel libro cartaceo come veicolo di conoscenza e in un metodo esclusivamente mnemonico, enciclopedico, frontale, anziché laboratoriale, creativo e centrato sullo sviluppo di abilità e competenze del singolo.

In questo caso, le dinamiche comunicative, le tempistiche, le progettazioni e le valutazioni formative garantiscono un apprendere facendo, un imparare per scoperta, una ricerca-azione costante, che vede protagonista anche lo stesso docente di scuola o formatore di azienda, i quali cooperano con i loro studenti alla costruzione del sapere.

È proprio sulla figura dell’insegnante/formatore che ci concentreremo in questo contributo, i cui ruoli sono significativi e numerosi. Proviamo a specificarne alcuni.

Chi opera nel settore educativo, deve saper vestire i panni del coach. In altre parole, come un allenatore sportivo, deve essere in grado di motivare la sua classe al raggiungimento di un obiettivo, stimolandola con feedback costanti, tramite la propria passione e un ambiente di apprendimento sereno, dove tutti collaborano in sinergia, costruendo relazioni significative.

È anche un tutor, capace di accompagnare e guidare i suoi allievi nello studio, e un counselor, che fornisce consigli mirati affinché il lavoro in presenza e quello online siano eseguiti al meglio e ciascuno trovi il ruolo più adatto per se stesso.

Poiché molte delle attività previste vengono svolte nel Web, tramite il supporto di piattaforme dedicate, è inoltre necessario che il docente/formatore sia anche un progettista, ovvero un esperto capace di pianificare e strutturare la classe online in modo rispondente ai bisogni dei suoi studenti, con una particolare attenzione agli aspetti comunicativi (forum, canali social), oltre che alle esercitazioni assegnate e ai materiali di studio forniti, meglio se in formati universali, perché consultabili con qualsiasi dispositivo mobile e sistema operativo.

Per questi motivi è anche un tecnologo, ma non necessariamente un tecnico informatico, visto che la maggior parte delle piattaforme e delle app educational risultano molto intuitive e di facile utilizzo. Costruire un ambiente online efficace, fruibile e funzionale, risulta tuttavia fondamentale.

È un gestore della classe online, così che gli studenti siano in grado di orientarsi e di navigare facilmente anche in sua assenza.

Se poi rivolgiamo l’attenzione ai processi di studio, di sicuro è anche un facilitatore, che supporta gli studenti con indicazioni precise su come debbano portate avanti le attività, affinché diventino progressivamente autonomi e responsabili.

Un comunicatore, che mette in campo il proprio stile e carisma per interagire dentro lo spazio fisico dell’aula e all’interno di quello della classe virtuale (in questo caso si avvarrà diforum e servizi di messaggistica), risolvendo problemi e dissipando dubbi, oltre che per sostenere i più fragili, sia dal punto di vista cognitivo che emotivo.

Infine, l’insegnante di scuola e il formatore di azienda, sono valutatori delle prestazioni dei loro allievi, in un processo costante, formativo e non meramente misurativo.

In un quadro generale di questo tipo, ho sempre cercato di lavorare con i miei studenti con tutti quegli ambienti online e strumenti che ne agevolassero l’apprendimento. Ho portato in classe i Social Network per attività di social reading; il podcasting didattico per l’esercizio di scrittura, lettura e recitazione; il blog, per insegnare ai miei alunni l’arte di scrivere per il Web; esperienze di una ricerca fatta secondo principi scientifici attraverso Internet. E ancora l’approccio con i canali YouTube e il linguaggio cinematografico; l’uso di app didattiche e di metodologie Flipped, EAS, PBL. Tutto questo perché quando la tecnologia diventa, per così dire, “invisibile” e non più avvertita come un qualcosa di estraneo al contesto scolastico e risulta integrata nel nostro operato quotidiano con progettazioni dettagliate nei tempi, negli obiettivi e con un setting di classe che cambia secondo la metodologia che si intende mettere in atto, i benefici per i nostri ragazzi e per noi insegnanti sono molteplici.

Vi invito al webinar che terrò per iSpring il 24 di novembre, ore 16, dove cercherò di mostrare come tutto questo possa essere realizzato senza andare a stravolgere quello che è il nostro stile di insegnamento e senza la necessità di infrastrutture tecnologie elevate. Basta la giusta mentalità e la voglia di mettersi in gioco.

Vi aspetto!

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