I progetti di istruzione domiciliare: un esempio di Piano Personalizzato di Apprendimento

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Il servizio di Istruzione domiciliare può essere erogato nei confronti di alunni, iscritti a scuole di ogni ordine e grado, i quali, a causa di gravi patologie, siano sottoposti a terapie domiciliari che impediscono la frequenza regolare della scuola per un periodo non inferiore ai 30 giorni (anche non continuativi). Il servizio – come si legge “Linee di indirizzo nazionali sulla scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare” – è erogato anche per periodi temporali non continuativi, qualora siano previsti cicli di cura ospedaliera alternati a cicli di cura domiciliare, oppure siano previsti e autorizzati, dalla struttura sanitaria, eventuali rientri a scuola durante i periodi di cura domiciliare. Vista l’evoluzione degli interventi e delle cure mediche, effettuati con sempre maggiore frequenza a domicilio, l’attivazione di progetti di istruzione domiciliare non necessariamente deve seguire l’ospedalizzazione. “Per gli alunni con disabilità certificata ex lege 104/92, impossibilitati a frequentare la scuola, l’istruzione domiciliare potrà essere garantita dall’insegnante di sostegno, assegnato in coerenza con il progetto individuale ed il piano educativo individualizzato (PEI)”, come si legge ne “Le Linee di indirizzo nazionali sulla scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare” (D.M.461/2019).

La scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare devono interagire

La scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare devono interagire tra loro e concorrere, per uno stesso alunno, a garantire il diritto all’istruzione e alla formazione come si legge nelle “Linee di indirizzo nazionali sulla scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare”. Affinché questo possa avvenire, è essenziale che tutti gli operatori coinvolti, nell’ambito degli specifici ruoli e responsabilità, si impegnino nella definizione e condivisione di ogni singolo progetto, anche integrato fra SIO, ID e frequenza regolare della scuola, a cui partecipano le famiglie, il personale sanitario e della scuola, nonché i diversi soggetti pubblici e privati operanti sul territorio.

Cosa deve fare l’istituto: consigli e operatività

Quando si viene a conoscenza che in Istituto c’è un alunno malato e che sarà assente per 30 giorni anche non continuativi occorre ricevere dalla famiglia i modelli contenenti l’apposita richiesta. La scuola deve ricevere dalla famiglia o dall’ospedale il certificato medico preferibilmente compilato. La presenza dei docenti presso l’abitazione dell’alunno/studente deve essere autorizzata dallo specialista che compila. In mancanza di autorizzazione le lezioni potrebbero essere svolte solo on line in rapporto 1:1. La famiglia deve richiedere il servizio scolastico al proprio domicilio attraverso la compilazione di apposito modello.

PTOF e contrattazione

A inizio anno, se non già fatto, indipendentemente dalla presenza o meno di alunni che necessitano o necessiteranno del progetto di istruzione domiciliare, la scuola deve inserire nel PTOF, tra i progetti di Istituto dedicati all’Inclusione, attraverso delibera del Collegio dei docenti, l’opportunità dell’ID. In questo modo i docenti che si dovessero recare al domicilio dello studente usufruiscono dell’assicurazione di Istituto. Alla delibera del Collegio deve seguire nella contrattazione e in Consiglio di Istituto un accantonamento di fondi per cofinanziare l’eventuale attivazione di un progetto di Istruzione domiciliare, attraverso risorse proprie o di altri enti.

Alcune attenzioni

In elenco alcune attenzioni proposte dalla hshlombardia il brillante sito nel quale vengono articolati per la Regione Lombardia, due macroprogetti: Scuola in Ospedale (SiO) e Istruzione Domiciliare (ID). Eccole:

  • Le ore di Istruzione Domiciliare (ID) sono in rapporto 1:1
  • Per il docente sono da considerarsi ore eccedenti da svolgere oltre l’orario di servizio
  • Se il CdC lo ritiene opportuno, l’alunno/studente malato può collegarsi in DaD con la classe in momenti stabiliti dal docente
  • I progetti possono essere avviati durante tutto l’anno scolastico fino ad un mese prima del termine delle lezioni (per garantire almeno i 30 giorni di assenza)
  • I 30 giorni di assenza NON devono essere per forza continuativi
  • Le patologie possono essere fisiche (oncologiche, croniche, temporaneamente invalidanti, “gravidanza”), ma anche psichiatriche (fobie sociali, fobie scolari, anoressia, …), motivo per cui l’ID non deve essere per forza preceduta da ospedalizzazione
  • Il certificato medico deve essere rilasciato da una struttura pubblica. Per certificati compilati da specialisti di strutture private o pediatri/medici di famiglia contattare la scuola.

Alunni con disabilità

In caso di alunno con disabilità – scrive hshlombardia nel brillante sito nel quale vengono articolati per la Regione Lombardia, due macroprogetti: Scuola in Ospedale (SiO) e Istruzione Domiciliare (ID) (guidati dal Referente regionale Scuola in Ospedale e Istruzione domiciliare DS Bruna Baggio e dal referente della Scuola Polo Regione Lombardia DS Katia Fiocchetta) – è possibile che accada:

  • frequenta la scuola primaria il progetto di ID è a totale carico della scuola di appartenenza
  • frequenta la scuola secondaria di I e II grado e segue una programmazione differenziata il progetto di ID è a totale carico della scuola di appartenenza
  • frequenta la scuola secondaria di I e II grado e segue una programmazione per obiettivi minimi occorre contattare la scuola polo per valutare insieme il caso e concordare, eventualmente, quali risorse coinvolgere (anche da un punto di vista economico).

Titolari della gestione del servizio di istruzione domiciliare

Titolari della gestione del servizio di istruzione domiciliare sono gli Uffici scolastici regionali competenti per territorio, i quali provvedono al coordinamento e al monitoraggio delle diverse attività. Attraverso il Comitato tecnico regionale, gli USR stabiliscono la finanziabilità dei progetti presentati dalle singole scuole, anche in considerazione delle risorse finanziarie disponibili. Per un’allieva e un allievo temporaneamente in assistenza sanitaria domiciliare, con prestazioni domiciliari, la scuola attiva un progetto di istruzione domiciliare e, a seguito dell’approvazione dei competenti organi collegiali, comunica l’attivazione all’USR, che procede, nel limite delle risorse disponibili e sulla base delle indicazioni del Comitato tecnico regionale, ad assegnare eventuali contributi economici.

Patto con la famiglia e l’alunno

Nel patto – scrive hshlombardia nel brillante sito – è necessario concordare:

  • modalità di comunicazione
  • organizzazione di un piano di studio condiviso
  • le metodologie
  • le verifiche sia orali che scritte. Le verifiche orali dovranno essere privilegiate.

Cosa fanno gli insegnanti?

Gli insegnanti si impegnano a

  • a supportare l’alunno/a ad accettare in modo sereno e consapevole le proprie difficoltà di salute e a far emergere soprattutto gli aspetti positivi delle proprie potenzialità e della capacità di raggiungere comunque gli obiettivi prefissati
  • guidare e sostenere l’alunno/a affinché conosca le proprie modalità di apprendimento, i processi e le strategie mentali più adeguati al proprio stile cognitivo e funzionali per lo svolgimento dei compiti richiesti
  • collaborare in modo sinergico anche con i docenti non appartenenti al CdC per quanto riguarda la pianificazione degli interventi e le modalità di valutazione

Cosa fa la famiglia?

La famiglia si impegna a:

  • controllare costantemente le comunicazioni provenienti dalla scuola
  • fornire (anche con l’aiuto della scuola polo) gli strumenti informatici
  • collaborare con i docenti, segnalando eventuali disagi/difficoltà
  • fornire sostegno alla motivazione e all’impegno nello studio
  • valorizzare non soltanto l’aspetto valutativo, ma soprattutto quello formativo delle discipline.

Cosa fanno gli alunni?

L’alunno si impegna a:

  • collaborare con i docenti, in modo propositivo, per il raggiungimento degli obiettivi prefissati
  • chiedere aiuto quando in caso di difficoltà.

Piano Personalizzato di Apprendimento

In allegato il “Piano Personalizzato di Apprendimento” in uso nella regione Lombardia che è un documento redatto per alunni in istruzione domiciliare e/o ospedalizzati per un periodo superiore al mese che individua saperi essenziali, competenze, metodologie e modalità/tempi di valutazione per il periodo durante il quale sono assenti da scuola.

PIANO PERSONALIZZATO di APPRENDIMENTO

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