I presidi tornano ‘tra i banchi di scuola’, ma non c’è traccia di aumenti. Udir: la musica non cambia

di redazione
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UDIR – Anche la stampa nazionale riporta ciò che Udir aveva anticipato in tempi non sospetti: i dirigenti scolastici italiani presto saranno sottoposi a valutazione.

Tuttavia, a questa novità non fa seguito nemmeno l’altra faccia della medaglia: alla crescita di responsabilità e attività di cui rispondere, infatti, non corrispondono aumenti stipendiali. Come riporta i “Il Sole 24 ore”, saranno oltre 7mila i presidi “che, anche quest’anno, saranno sottoposti, con alcune novità e semplificazioni, al procedimento di valutazione. Ma la loro ‘pagella’, per la seconda volta consecutiva, non peserà – in positivo o in negativo – sulle rispettive buste paga. Vale a dire, la retribuzione di risultato, la voce variabile del salario, circa 1.800-2mila euro annui, continuerà a essere assegnata, a dicembre, sostanzialmente a pioggia, differenziandosi solo in base alla complessità dell’istituto diretto, e non in relazione al giudizio ottenuto”.

Dunque, un dirigente scolastico, chiamato a far fronte a una miriade di obblighi rispetto ai colleghi di altri comparti, dovrà rendere conto del proprio operato, senza però sperare di vedere incrementata la propria paga. Il quesito che sorge spontaneo è: “perché”? A chiederlo al Miur è il giovane sindacato Udir che non ci sta ad assistere solo ad operazioni amministrative e legislative che penalizzano la categoria.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, ricorda che “i nostri presidi sono sempre super controllati ma in cambio non ottengono nulla, se non maggiori mansioni e responsabilità, senza percepire aumenti che ben si sposerebbero con la posizione e col ruolo che rivestono. Essi sono carichi di oneri, ma fermi nei loro stipendi. La musica deve certamente cambiare: non c’è occasione migliore se non la nuova contrattazione”.

Infatti, il nuovo contratto dei dirigenti dell’Area Istruzione e Ricerca determinerà, quando sarà firmato (al momento siamo ancora lontani, considerato che quello di cui sopra è il primo incontro), un aumento stipendiale per i presidi alla luce delle risorse stanziate in legge di Bilancio: 37 milioni di euro per il 2018, 41 mln di euro per il 2019 e 96 a regime dal 2020. Udir chiede agli altri sindacati di arrivare al tavolo della trattativa avendo in mente un concetto ben chiaro: rifiutarsi di accontentarsi di aumenti miseri, già assegnati nel comparto e lontani dall’inflazione (+0,36 rispetto a +8,1 di inflazione tra il 2008 e il 2016), la perequazione interna (RIA) ed esterna dei dirigenti delle scuole autonome.

Scorrendo i dati Aran sui dirigenti pubblici, pubblicati nei giorni scorsi, sulla base delle risultanze provenienti dal Conto annuale della Ragioneria Generale dello Stato, tenendo conto delle retribuzioni medie pro-capite di comparto, distinte in retribuzione fissa e retribuzione accessoria, si scopre infatti che gli ex presidi rispetto agli ex dirigenti di AFAM, Università e Ricerca ora confluiti nella stessa area, infatti, percepiscono in meno cifre davvero corpose.

Il presidente Pacifico afferma che la stagione contrattuale nella nuova area della dirigenza dell’istruzione e della ricerca “si apre con stipendi complessivi che addirittura risultano essere quasi la metà tra un dirigente scolastico e uno della ricerca. Non è giusto continuare su questa strada e la situazione non è stata sanata neanche dalla Legge 205/17 che, soltanto dal 2020 a regime, equipara tra le due parti la sola relativa alla retribuzione di posizione di parte fissa, la quale corrisponde comunque a poco più di 8mila euro a fronte dei 22 mila di differenza e degli altri 46mila già attribuiti. Senza contare il mancato riconoscimento dell’anzianità retributiva maturata nel ruolo da docenti dai dirigenti scolastici assunti dopo il 2001 che potrebbe essere coperta dai fondi stanziati dalla Legge 107/15, la cosiddetta Buona Scuola”.

Proprio con l’intento di capovolgere gli eventi, la giovane organizzazione sindacale ribadisce l’azione legale per recuperare dal 2016 per intero la perequazione sulla retribuzione di posizione parte fissa e il 50% dell’IPCA congelata e invita i sindacati della dirigenza a non tradire i dirigenti delle scuole autonome con un contratto per pochi spiccioli, partendo proprio dal recupero dell’inflazione, della ria e della perequazione almeno dell’intera retribuzione di posizione, almeno, tra i dirigenti della stessa area. Udir ricorda che sono attivi i ricorsi per Fun, Ria e Perequazione esterna.

Per offrire un percorso continuo di formazione, di crescita professionale e di consapevolezza sulla categoria, il 19 e il 20 maggio 2018 UDIR ha organizzato a Palermo un importante evento, nel corso del quale i dirigenti scolastici potranno trovare risposte concrete alle mille e una necessità che ogni giorno li attendono sulla porta della loro scuola. Udir invita gli interessati a partecipare al convegno nazionale in programma a Palermo il 19 e il 20 maggio: i partecipanti sono invitati a consegnare al più presto la scheda di adesione.

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