I presidenti dei Consigli d’Istituto della Sicilia: “Disagio oltre ogni limite nelle scuole”

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In una nota il Coordinamento dei presidenti dei Consigli d’Istituto della Sicilia denuncia la situazione di disagio nelle scuole dell’Isola.

“Dopo il periodo natalizio prolungato, quest’anno, oltre misura, al rientro in classe i genitori hanno assistito a una gestione, quanto meno, singolare di: quarantene, isolamenti, anche in presenza di un solo bambino positivo, classi in attesa di ricevere controlli con tamponi a carattere di urgenza (che, in medicina, deve essere tempo 0, cioè subito) ma che vengono controllate al terzo, al quarto al quinto giorno …. mai!”, si legge.

“Gli studenti continuano ad entrare a scuola come se fossero agnelli sacrificali. Abbiamo assistito anche all’organizzazione fai da te tra i genitori degli alunni delle classi primarie con 1 caso di bambino positivo, anche a causa di un paradossale carico di lavoro per i Dirigenti e il personale ATA. Troppo spesso è capitato che nessuno sapesse dare indicazioni, né alle scuole né tantomeno ai genitori, che nella confusione più totale non hanno saputo come comportarsi”.

“Nel frattempo che si fa? Chi deve venire a fare questi tamponi? Quando saranno chiamate le classi? Cosa si deve fare? E’ questa, ancora oggi 1 febbraio, la situazione di confusione nelle scuole. Di fatto non c’è più la condizione di garantire il testing e il tracciamento dei contagi e non sono state implementate nuove iniziative per smaltire i ritardi …. anzi si, sono state implementate il 27 gennaio con Decreto-Legge n. 4, art. 30 e art. 33 seguito da nota dell’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana del 28/01 prot. 5491, ma i pediatri e i medici ancora non ne sono a conoscenza e si rifiutano di fare prescrizioni per far eseguire ai bambini delle primarie i tamponi nei centri convenzionati”.

“Abbiamo chiesto di rientrare in sicurezza, abbiamo chiesto screening di massa, abbiamo chiesto attenzione per i nostri figli, attenzione per i loro spostamenti, mezzi di trasporto e abbiamo ottenuto rassicurazioni di una ripresa in sicurezza ma, come si evince da ciò che si vive in ogni realtà scolastica, abbiamo solo preso atto di circolari ministeriali con tabelle e procedure senza però avere sufficiente personale che le possano mettere in atto. Aspettavamo l’arrivo, quanto meno per il personale, delle FFP2 e poi per gli alunni …. ma, ancora ad oggi …. sono in viaggio!”

“Ci accorgiamo ogni giorno che i bambini ed i ragazzi sono coloro a cui è chiesto molto in termini di “prezzo da pagare” per via dell’emergenza sanitaria: la Scuola è il Luogo più sicuro dove possano stare i nostri bambini e i nostri ragazzi; facciamo in modo che la scuola ritorni a fare …. scuola e le Istituzioni Scolastiche assolvere alla loro funzione principale che è quella di fare didattica”.

“La scuola non può essere totalmente assorbita da procedure, tracciamenti, riorganizzazioni, sostituzioni in emergenza, attivazioni DID, procedure DAD, piattaforme quasi inesistenti; non si può gestire tutto ciò, peraltro con sistemi informatici da preistoria cui dovrebbero far riferimento migliaia di alunni connessi”.

“La scuola dovrebbe solo fornire didattica, socialità, community; dovrebbe garantire la vicinanza agli alunni, andare incontro ai loro bisogni e invece, ad oggi, sta solo seguendo procedure e conteggi di positivi”.

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