I precari scrivono a Benedetto XVI

di Lalla
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Edmondo Febbrari – Sua Santità Illustrissima Papa Benedetto XVI, i precari della Scuola Pubblica Italiana hanno ascoltato con gran commozione sia la sofferenza e l’affetto fraterno da lei mostrati ieri durante l’Angelus per coloro che hanno perso il lavoro a causa della crisi, e sia l’appello che sua Santità Illustrissima ha fatto affinché sia tutelata l’occupazione in Italia.

Edmondo Febbrari – Sua Santità Illustrissima Papa Benedetto XVI, i precari della Scuola Pubblica Italiana hanno ascoltato con gran commozione sia la sofferenza e l’affetto fraterno da lei mostrati ieri durante l’Angelus per coloro che hanno perso il lavoro a causa della crisi, e sia l’appello che sua Santità Illustrissima ha fatto affinché sia tutelata l’occupazione in Italia.

Riconosciamo, infatti, in tali sinceri e caritatevoli sentimenti il messaggio cristiano di solidarietà e amore per gli uomini. Gli stessi sentimenti, d’altronde, che anche noi proviamo per tutti quelli che si trovano in una situazione di disagio e forte difficoltà psicofisica ed economica. E non possiamo nasconderle, Santissimo Padre, che da settembre 2009 proviamo tali sentimenti anche per i nostri 42.000 colleghi della scuola che hanno perso il lavoro, spesso anche dopo decenni di fedele servizio alle dipendenze dello Stato Italiano.

Da allora viviamo ogni giorno con un peso che ci grava sul cuore come un macigno, aggravato dalla nostra vivissima preoccupazione per altri 90.000 lavoratori della scuola che perderanno il loro lavoro nei prossimi due anni. Molti di noi sono disperati. Nonostante i sacrifici fatti per studiare, i concorsi vinti, le abilitazioni e i master conseguiti, siamo infatti consapevoli che saremo sbattuti in mezzo alla strada assieme alle nostre famiglie.

Alcuni di noi hanno gridato il loro dolore dal tetto degli Uffici Scolastici Provinciali occupati, come a Benevento, o hanno fatto lo sciopero della fame, come a Palermo e Messina, ma nessuno ha mai ascoltato la nostra disperazione. Molti altri, invece, rivolgono da mesi preghiere giornaliere alla Madonna e al Signore, buono e misericordioso, ma non vediamo lo stesso uno spiraglio di luce nel nostro futuro e in quello delle nostre famiglie.

Ci rivolgiamo quindi a lei, Santissimo Padre, con la speranza che possa pregare per noi ed invocare l’intercessione del Signore e della Madonna.
Inoltre, le chiediamo umilmente di rivolgere un urgente appello pubblico ai nostri politici affinché la riforma della Scuola Superiore sia almeno rinviata di un anno per iniziare un vero confronto con i docenti, in quanto la proposta attuale danneggia gravemente sia gli studenti e sia i lavoratori. È importante, poi, che si favorisca da subito lo scivolo anticipato di due anni per i pensionamenti, così che anche i lavoratori della scuola possano continuare a sostenere in futuro le proprie famiglie. I provvedimenti finora adottati dal Governo, ad esempio il “salvaprecari”, sono infatti del tutto insufficienti e non salvano nessuno, se non, grazie all’ingannevole gioco di parola, la faccia di chi ha il coraggio di lasciare in mezzo alla strada 142.000 lavoratori in tre anni.

Confidiamo che Sua Santità Illustrissima ascolterà la nostra preghiera e le confessiamo che il silenzio mostrato fino a questo momento dalla Chiesa e dai suoi organi, come la CEI, intervenuta più volte nel dibattito sui tagli all’istruzione, ma solo per chiedere maggiori finanziamenti alla scuola privata, ci ha fatto sentire soli e abbandonati da tutti.

Confidando in un suo pubblico intervento di solidarietà e in un appello al Governo Italiano, le invio i miei più cari saluti.

A nome di tutti i precari della Scuola Pubblica Italiana.

Coordinamento Precari Scuola nazionale, sezione di Ravenna
Coordinamnto Precari Scuola nazionale, sezione di Forlì-Cesena

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