I precari della scuola scrivono al Ministro Profumo. Si alzano i toni

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red –  Per comprendere la frustrazione di un docente precario che ha vinto un concorso, che ha svolto due duri anni di formazione presso le SSIS, che è stato iscritto in graduatoria (invece di accedere direttamente al ruolo come dovrebbe essere), in attesa di una chiamata per sbarcare il lunario, che in questi anni ha visto decurtare le proprie possibilità lavorative a causa di pesanti tagli in nome di una riforma immaginaria, bisogna essere un docente precario.

red –  Per comprendere la frustrazione di un docente precario che ha vinto un concorso, che ha svolto due duri anni di formazione presso le SSIS, che è stato iscritto in graduatoria (invece di accedere direttamente al ruolo come dovrebbe essere), in attesa di una chiamata per sbarcare il lunario, che in questi anni ha visto decurtare le proprie possibilità lavorative a causa di pesanti tagli in nome di una riforma immaginaria, bisogna essere un docente precario.

Tutto il resto è chiacchiera e non si può inneggiare alle necessità della "ragion di Stato", delle riforme imposte dall’UE, che giustifichi il sacrificio di migliaia di giovani (perchè nelle graduatorie ci sono i giovani specializzati degli ultimi cicli SSIS) che sono invecchiati nelle graduatorie solo perchè li si è lasciati invecchiare lì.

E sono pure incavolati, e hanno scritto una lunga lettera al Ministro Profumo, in risposta ai suoi auguri di buone vacanze in occasione del ferragosto. Perchè i precari non vivono le vacanze, ma uno stato d’ansia e preoccupazione, perchè mentre chi ha il posto fisso si gode il sole sotto l’ombrellone, il precario vede avvicinarsi il giorno delle nomine, giorno che decreterà la sua situazione lavorativa dell’anno seguente.

E vanno oltre, attaccano il Ministro e vengono scambiati per reazionari.

Si sentono insultati dagli auguri "contrassegno – dicono – della siderale distanza esistente tra la percezione ministeriale, deamicisianamente stucchevole ed irenistica, della vita scolastica attuale e prefigurabile, e la percezione drammaticamente sofferta e conflittuale che della Scuola hanno i precari"

Attaccano la legge Aprea di riforma della Governance della scuola definendola " strumento-cardine della dissoluzione di quell’unità d’Italia tanto celebrata a chiacchiere  e che esautora i docenti, riducendoli a burattini ricattabili da
presidi-padroni e da privati finanziatori abilitati anche ad espropriarli della dignità professionale, stabilendo quali argomenti trattare e quali no, allo scopo di creare non più cittadini consapevoli,  ma perfette macchine da sfruttamento aziendale?"

E vedono nel concorso che il Ministro ha annunciato per far largo ai giovani una violazione di "qualunque norma giuridica sui diritti acquisiti e che cozza contro il più elementare buon senso".

Poco apprezzano gli auguri al personale amministrativo, dal momento che, ricordano come la spending review abbia scaricato i costi della crisi sui più deboli, massacrando il settore pubblico, obbligando i docenti inidonei e i tecnici a svolgere le mansioni degli amministrativi, che restano, così, senza lavoro.

Quindi augurano buone vacanze al Ministro, "senz’ombra di ironia, – dicono – dal fondo della nostra angoscia crescente". E auguriamo un periodo di riflessione profonda consigliando "Quintiliano, primo professore di “Stato”, elogia la scuola pubblica e  ne illustra i vantaggi rispetto alla privata, o di rileggere quel passo del Siddharta  di Herman Hesse in cui il protagonista dimostra concretamente, a un imprenditore, quanto una superiore cultura filosofica e umanistica “implementi” anche il guadagno materiale, consentendo di anticipare intuitivamente le reazioni dei partner d’affari, oppure ancora di leggere qualche libro-testimonianza di Erri de Luca, scugnizzo assurto al rango di osservatore acuto e geniale delle dinamiche del vivere e dell’essere grazie alla Scuola della Repubblica, a  quella Scuola statale che, tra le sue mura, come egli ha scritto, ha fatto “il pari ” dal dopoguerra a oggi, emancipando chi altrimenti sarebbe rimasto eterna vittima del fattuale e brutale “dispari ” economico-sociale."

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