I posti liberi per le assunzioni sono 74 mila, a dirlo l’On Gallo del M5S

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Secondo quanto riporta l’agenzia stampa AGI, per il 2016 le assunzioni su supplenze che duravano ogni anno fino al 30/06 hanno un costo totale di 57,86 milioni. A dirlo l’on Gallo del Movimento 5 Stelle, che ha diviso il dato per i 7623 posti ottenendo il costo per posto unitario, cioè 7586 euro.

Con questi dati il parlamentare si inserisce nella diatriba tra Miur e Ministero dell’Economia sul numero dei posti disponibili per aumentare le 21mila assunzioni da turn over trasformando le cattedre da organico di fatto ad organico di diritto.

Secondo il MIUR sono, infatti, 25mila, secondo il MEF sono 10mila. Lo stanziamento previsto per questa operazione è di 400mln di euro che, secondo l’On Gallo, permetterebbero di attivare ben 53mila cattedre, dividendo la cifra per il costo unitario di 7586. Alle 53mila cattedre bisognerà aggiungere le 21mila di turn over ormai assodate e in attesa di vidimazione da parte dell’Economia.

“Stiamo parlando – afferma Gallo – del più del doppio delle cifre proposte dal ministero dell’istruzione e quasi sette volte la cifra che propone il Ministero. In sostanza abbiamo dei ministri che stanno truffando il popolo italiano”, continua.

“Nella legge di Bilancio del 2015 è stata prevista – afferma – “l’istituzione del fondo denominato ‘La Buona Scuola’ destinato a finanziare un piano straordinario di reclutamento e formazione del personale docente, il rafforzamento dell’offerta formativa e la realizzazione di progetti di alternanza scuola lavoro (1 miliardo di euro nel 2015 e 3 miliardi di euro a partire dall’anno 2016)”.

“Non sembra però – aggiunte nel suo lungo post su FaceBook- che l’aumento delle risorse di cui parla Renzi si traduca davvero in un aumento in termini assoluti. In base al rapporto di gennaio 2017 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la spesa totale dello Stato per istruzione passa dai 65,193 miliardi del 2015 a 65,253 nel 2016, a 65,238 nel 2017, 65,946 nel 2018 e 66,358 nel 2019. Rimane insomma sostanzialmente stabile. Come spiega ancora il documento del governo sul Bilancio, gli aumenti “sono parzialmente compensati da alcune riduzioni di spesa sul pubblico impiego previste nel pacchetto di misure che assicurano il concorso alla manovra di finanza pubblica da parte dei Ministeri”. Più che un aumento, sembra quindi il governo Renzi abbia soprattutto redistribuito le risorse.”

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