I politici hanno perso i voti del Movimento Docenti No Pettine Italia

di Lalla
ipsef

inviato da Alessandra Michieletto per il Movimento Docenti No Pettine Italia – La scuola italiana è la più grande azienda dello stato. La scuola italiana è un grande bacino di voti. E questo noi siamo. Abbiamo assistito e stiamo assistendo in questi giorni proprio a questo: ad uno scambio di voti. E non importa a nessuno o quasi la vita di decine di migliaia di famiglie (le nostre) e di quelle dei nostri alunni. Passa l’idea di salvarsi un collegio elettorale in qualsiasi modo tanto che un documento diventa trasversale e tenta di annullare una legge allora votata da una maggioranza oggi all’opposizione.

inviato da Alessandra Michieletto per il Movimento Docenti No Pettine Italia – La scuola italiana è la più grande azienda dello stato. La scuola italiana è un grande bacino di voti. E questo noi siamo. Abbiamo assistito e stiamo assistendo in questi giorni proprio a questo: ad uno scambio di voti. E non importa a nessuno o quasi la vita di decine di migliaia di famiglie (le nostre) e di quelle dei nostri alunni. Passa l’idea di salvarsi un collegio elettorale in qualsiasi modo tanto che un documento diventa trasversale e tenta di annullare una legge allora votata da una maggioranza oggi all’opposizione.

Perché ci chiediamo noi? Per i tagli? Certo problema a monte ma che non risponde alla contingenza della problematicità dell’oggi di tutti quei precari della scuola che hanno fatto coraggiosamente scelte di vita nel 2007 sicuri della legge 296/96. Molti di quei precari poi non hanno nemmeno scelto le tre code perché opzionali. Dobbiamo noi ora pagare gli errori passati della pubblica amministrazione e di un Ministero che non ha voluto fare certe scelte perché non ne ha il coraggio? E propone un insipido DM che noi, come bene ci ha insegnato l’ANIEF, affosseremo con ben più di 15 mila ricorsi?

Molti esponenti del parlamento da noi contattati in questo periodo da Trieste a Messina hanno detto e continuano a dire di essere contro il pettine.

Ora chiediamo a tutti questi esponenti trasversali di avere il coraggio di una presa di posizione pubblica. Dato che noi siamo voti di scambio a questo punto tutti sappiano che i voti li hanno persi perché chi ha un ruolo istituzionale deve avere il coraggio delle proprie posizioni e non soltanto la volontà di riassicurarsi un collegio. Noi non ci diamo per vinti e ricorreremo a tutto ciò che è in nostro potere per salvaguardare quei diritti acquisiti che una legge dello stato ci assicura. Non abbasseremo la guardia e siamo pronti ad alzare il tono del contrasto.

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