“I miei alunni sistematicamente mi derubano o tentano di aprire la mia borsa”, la difficile vita di una docente

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Spesso si dimentica che i docenti sono persone che svolgono un mestiere “in prima linea”, a contatto con una utenza di diversa origine sociale, educativa ed etnica. Che, ormai sempre più spesso, si trovano in condizioni difficili di lavoro, travolti da una considerazione sociale non sempre gratificante.

Una docente che lavora in Campania ci ha inviato una mail, chiedendo delicatezza nell’affrontare il suo caso e della quale manteniamo per correttezza l’anonimato.

La sua è una storia come ce ne saranno tante nella penisola e certo l’appartenenza geografica non può essere considerata una esclusiva. Casi simili si trovano ovunque, a qualsiasi latitudine.

Insegno in un liceo – ci scrive – e i miei alunni sistematicamente mi derubano o tentano di aprire la mia borsa, che oramai tengo ben stretta. Mi sembra di essere in un bus affollato di borseggiatori.

Non possiamo certo dire che si tratti di violenza, ma poco ci manca. Ci fa, comunque, capire che i docenti hanno necessità di tutele. E non possono sorprendere le dichiarazioni di oggi dell’attrice Angela Finocchiaro, quando sottolinea che “I prof, pagati pochissimo, sono demotivati, poco sostenuti dalle istituzioni. E finiscono sotto attacco dei più arroganti.” Ecco, appunto, sotto attacco.

Gli episodi di violenza subiti dai docenti sono, finalmente, giunti anche in Parlamento, con una proposta che si spera non rimanga sulla carta, l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico per monitorare gli episodi di violenza, si spera anche quelle del borseggio, e tutti gli episodi ‘sentinella’ che potrebbero portare a minacce o violenze.

Il benessere del personale è la base per la costruzione di una scuola sicura e soprattutto adatta a svolgere il suo ruolo principale, che è la crescita dei futuri cittadini.

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