I maestri lavorano più dei professori? “Date a tutti lo stesso stipendio e non create guerre fra poveri”

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Si tratta di uno dei temi che periodicamente ritornano a riempire i dibattiti sulle pagine social e i gruppi di insegnanti: perché gli insegnanti della primaria e delle superiori non devono avere lo stesso stipendio? Maestri e maestre, anzi, da certi punti di vista, lavorano di più.

Concetto che è stato ribadito anche da Mila Spicola, docente, già rappresentante del Partito Democratico, ripreso da Orizzonte Scuola: “Fossi un leader progressista proporrei l’equiparazione degli stipendi delle maestre a quelli dei colleghi delle superiori. Lavorano più ore e con compiti parimenti se non più impegnativi. E cominciamo a scalfire un po’ dello snobismo intellettuale gerarchico di eredità fascista”.

Articolo che sulla pagina Facebook di Orizzonte Scuola ha scatenato un prevedibile dibattito. Dai tantissimi commenti, emerge però una costante: a prescindere da come la si pensi, sarebbe il caso di aumentare lo stipendio a tutti gli insegnanti, di qualunque grado. Ne riportiamo alcuni:

Al posto di aumentare gli stipendi a tutti gli insegnanti, vogliono creare fratture e invidie interne alla categoria“; “È d’uso ormai scatenare la guerra tra poveri e la cosa triste è che funziona perché c’è sempre chi abbocca. Categoria frantumata, disgregata, senza dignità .

In merito alle presunte maggiori difficoltà degli insegnanti della primaria, in molti hanno commentato in questo modo: “Qualsiasi ordine di scuola ha le sue difficoltà, responsabilità e oneri. Equipararli nel compenso ? Va benissimo, ma siano equiparati anche agli stipendi dei prof universitari!“; “Gli stipendi vanno aumentati per tutti i docenti in quanto il carico di responsabilità e lavoro , seppur in modo diverso, è uguale in tutti i gradi d’istruzione“.

Ogni ordine di scuola ha delle complessità, non si può dire che esiste un ordine di scuola dove si lavora di più. È una solenne bugia“.

C’è chi, pur essendo d’accordo ad un aumento di stipendio per tutti, non si trova pienamente nella descrizione di Mila Spicola: “Di certo lo stipendio deve essere adeguato e portato in genere anche più in alto per entrambe le categorie. Ma Che lavorino di più è da dimostrare! Si tratta di compiti molto diversi, con obiettivi e presupposti molto diversi. L’ennesima lotta tra poveri“; “Tutto per 100 euro di differenza, che poi i professori sono tutti laureati almeno il 90%. Le maestre nemmeno la metà. Detto ciò , perché non ci pagate tutti in base alle competenze, al merito e ai titoli?

Oramai nell’infanzia e nella primaria arrivano docenti con una laurea quinquennale. Non capisco questa differenza economica e di ore lavorative“, risponde una lettrice su questo punto.

Nel frattempo, fuori dai social, purtroppo la storia legata agli stipendi dei docenti, non cambia. E non cambierà per ancora un po’ di tempo: per il rinnovo del CCNL 2019-2021 che riguarda oltre un milione di addetti tra cui 850mila insegnanti, non si prevede nessuna firma del contratto a Ferragosto, nessun contratto ponte, nessun adeguamento contrattuale cospicuo. Le parti, come abbiamo scritto in precedenza, si riaggiorneranno a settembre, dunque, dopo la pausa estiva in attesa di novità sul fronte delle risorse.

Proprio sulla questione economica che la trattativa si è arenata. Il famoso aumento a tre cifre non c’è. Si arriverà a poco meno di 50 euro netti in base alle ultime cifre. Per quanto riguarda il personale docente, si prevede un aumento medio di 123 euro (lordi) al mese, per 13 mensilità, anche se bisogna considerare che di questi, 21 euro provengono dal MOF per contrattazione integrativa e quindi non per tutti gli insegnanti. Per quanto riguarda il personale ATA, si parla di un aumento di 75 euro + 9,79 per ordinamento professionale + 3,91 nel MOF per contrattazione integrativa, per un totale circa di 90 euro.

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