I libri di testo: un freno all’innovazione. Lettera

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Inviato da Enrico Maranzana – Nel secolo scorso, quando il contesto socio-culturale era statico, la didattica era cadenzata dallo sviluppo del programma ministeriale e i libri di testo ne scandivano lo svolgimento.  

La vorticosa e imprevedibile evoluzione del mondo contemporaneo ha modificato l’orientamento del sistema formativo: “Sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità” è la nuova finalità.  

Riformulando. Le conoscenze sono la palestra in cui si sollecitano comportamenti (competenze) che rendono visibili le qualità degli studenti (capacità): l’oggetto del mandato educativo. 

Un cambiamento che avrebbe dovuto modificare sostanzialmente la funzione docente.  Una modifica che non è avvenuta: il tradizionale modello scolastico, fondato sulla trasmissione del sapere, è tuttora in auge. Non si tratta di un caso isolato: tutte le innovazioni che il legislatore ha introdotto negli ultimi cinquant’anni sono state annacquate e snaturate [in rete: “Il Miur naviga a vista]. 

A titolo esemplificativo si trascrive la ratio delle disposizioni sull’autonomia delle istituzioni scolastiche [1999]. Essa“si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana”. Ne discende: la progettazione è l’oggetto del mandato conferito alle scuole; tre sono gli ambiti del suo impiego. Il primo riguarda il rapporto con l’ambiente (formazione): il Piano Triennale dell’Offerta Formativa lo definisce descrivendo le prestazioni attese. Queste costituiscono il punto d’avvio degli itinerari educativi: i docenti, collegialmente, formulano ipotesi e gestiscono strategie per il loro conseguimento. La progettazione dell’istruzione conclude i raffinamenti: riguarda la modulazione degli itinerari educativi per adeguarli alla realtà delle singole classi.

Questa è la cornice in cui si colloca il lavoro dei docenti. Duplice il loro compito: perseguire gli obiettivi educativi e trasmettere una corretta immagine della propria disciplina, in cui è valorizzato il suo tipico metodo di ricerca. Ne discende la centralità dei laboratori ove gli studenti, opportunamente sollecitati, risolvono problemi. Le soluzioni individuate, opportunamente sintetizzate, sgrossano il terreno su cui radicheranno le conoscenze.

Una rivoluzione. Il tradizionale procedere che muove dalla lezione e si conclude con l’applicazione non è più funzionale ai nuovi traguardi. Nel nuovo contesto si deve valorizzare l’attività di ricerca  e di progettazione: favorisce la lievitazione delle capacità degli studenti [un esempio è in rete: “Laboratorio di matematica: Archimede”]. 

Da quanto esposto si evince il superamento dei libri di testo: sono da sostituire con dei fascicoli monografici, essenziali per sistematizzare e rinforzare le conoscenze conquistate nelle attività di laboratorio. Un procedere presente nella scuola: l’insegnamento delle lettere muove nella direzione indicata, differenziandosi da quello scientifico e da quello tecnico; le antologie rispondono alle nuove esigenze didattiche. 

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