I giovani protestano: la politica ci ascolti. Anief: hanno ragione, la loro formazione va tutelata

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In vista delle imminenti elezioni dei deputati e senatori della XIX legislatura, i giovani chiedono più spazio e rispetto dalla politica. Il voto ai diciottenni in Senato “è un elemento positivo, ma non basta.

Lascia il tempo che trova. Crediamo che vada esteso a 16 anni e che la politica ci ascolti quando scendiamo in piazza e che non pretenda di farlo approdando con monologhi su Tik Tok”. Secondo Anief hanno pienamente ragione a porre tali richieste. “I contenuti sono diversi ma la richiesta di maggiore attenzione è la stessa che chiede il sindacato a chi governa il Paese senza rendersi conto che i giovani e la loro formazione sono basilari per una società moderna che vuole crescere”, commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

 

Il sindacalista, oggi a Torino per l’ultimo incontro con i candidati alle elezioni politiche di dopodomani, ha realizzato nell’ultimo mese un ampio confronto per sensibilizzare la politica sui problemi della scuola dell’autonomia, del personale scolastico e dirigenziale.

“Abbiamo detto a tutti – dice Pacifico – che di sicuro nei confronti di chi governerà il Paese dopo le elezioni non faremo alcuno sconto. Le nostre richieste, che sono quelle di tantissimi lavoratori della scuola, sono state raccolte in tre Manifesti, realizzati appositamente per il 25 settembre: sono richieste precise – su precariato, immissioni in ruolo, organici, personale Ata, classi pollaio e tanto altro – che esigono risposte chiare ed esaustive dal legislatore. Chi sarà eletto, sappia che questi punti sono irrinunciabili, se vogliamo avere una scuola migliore elevando la qualità della didattica. Lo ricordiamo a chi chiede il voto oggi: dovrà onorare questi impegni, già dal 26 settembre, per i prossimi cinque anni”, conclude il presidente Anief.

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