I genitori a Berlusconi: avanti con la libertà di educazione

Di Lalla
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Agesc – L’Associazione Genitori delle Scuole Cattoliche, riunita da tutta Italia nel Consiglio nazionale a Verona, sottolinea l’impegno a favore di “un sostegno diretto alla libertà di educazione” delle famiglie , espresso dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel discorso sulla recente fiducia ottenuta in Parlamento.

Agesc – L’Associazione Genitori delle Scuole Cattoliche, riunita da tutta Italia nel Consiglio nazionale a Verona, sottolinea l’impegno a favore di “un sostegno diretto alla libertà di educazione” delle famiglie , espresso dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel discorso sulla recente fiducia ottenuta in Parlamento.

Permettere di scegliere il progetto educativo più corrispondente alle proprie attese ed ai propri valori fra scuole statali e paritarie significa garantire un diritto fondamentale della persona e della famiglia e superare l’esclusione e la discriminazione nei confronti di chi ha redditi più bassi. Si chiede che la libertà finora solo proclamata trovi finalmente un’effettiva attuazione, come accade in tutta Europa.

Favorendo una più ampia libertà di scelta, garantendo quindi la sopravvivenza della scuola paritaria, si sostiene anche un patrimonio culturale e pedagogico che arricchisce il sistema di istruzione del Paese offrendo un apporto significativo al bene comune. Si chiede che l’ampliamento dell’offerta formativa prevista nella legge 62 si attui valorizzando la ricchezza di proposte delle scuole pubbliche non statali.

L’Associazione ricorda che la scuola paritaria garantisce allo Stato un risparmio annuo di circa 6 miliardi di euro: in un momento di difficoltà economica, sostenere la scuola paritaria, allargandone anche i finanziamenti, significa contenere, e in prospettiva diminuire, il costo per i conti pubblici italiani.

L’AGeSC sollecita perciò che il riconoscimento del valore civile e sociale del diritto di scelta della famiglia si traduca ora in fatti precisi e che abbia termine l’inadempienza dello Stato in questo campo.

Il primo atto che i genitori si attendono è la cancellazione dei tagli (quasi il 50%) previsti nella prossima finanziaria: un simile taglio, che causerebbe la chiusura di molte scuole, si trasformerebbe in breve in un costo di qualche miliardo per la scuola statale e nella perdita di migliaia di posti di lavoro..

In secondo luogo, le famiglie chiedono con forza il completamento della legge 62/2000 sulla parità, definendo in modo chiaro gli strumenti economici che offrano una garanzia di continuità dei finanziamenti – senza il capestro annuale delle finanziarie –, inserendoli, pur con un percorso graduale, nelle norme generali che governano il sistema di istruzione integrato nazionale.

L’AGeSC chiede che Il Governo che ha recentemente ottenuto la fiducia in Parlamento si attivi per ottenere anche la fiducia del milione di famiglie che frequentano le scuole paritarie.

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