I docenti vincolati si mobilitano in massa. Lettera

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Inviato dal gruppo “No al vincolo” – È una storia unica quella che ha colpito, per la prima volta, 20.000 docenti circa assunti con decorrenza 01 settembre 2020, da diverse graduatorie, ma unite dallo stesso destino “vincolato”, che fa capo ad una legge del dicembre del 2019.

Il personale docente si è visto negare il diritto alla mobilità, e questo per alcuni era scontato perché sancito anche dal bando di concorso, ma ancora di più si è visto negare il diritto, mai negato a tutti coloro che sono stati immessi dalle medesime graduatorie, alle assegnazioni provvisorie. Le assegnazioni sono un istituto che favorisce, ma non garantisce, in quanto è subordinato alla presenza di un posto disponibile, il diritto al ricongiungimento familiare (coniuge, figli o genitori) e l’assistenza ai familiari per motivi di salute.

La “lotta” è stata dura, a suon di slogan e post nelle pagine di politici di tutti gli schieramenti e dei sindacati, che hanno sempre ripetuto “stiamo lavorando per voi”. Una situazione però che non si è sbloccata minimamente e, anche a fronte delle promesse varie, oggi i docenti non possono accedere alle assegnazioni per le quali il temine ultimo è il prossimo 5 luglio.

In pieno rispetto delle normative anti Covid, i docenti hanno voluto evitare manifestazioni di massa, nella speranza di un’apertura da parte della politica e del ministero, ma invano.

Ci teniamo a precisare che i docenti vincolati, a differenza di altre categorie che agognano la mobilità dalle regioni del nord verso quelle del sud, hanno partecipato a procedure che prevedevano già dei vincoli e pertanto, nella stragrande maggioranza dei casi, chiedono solo la possibilità di potersi spostare in sedi più agevoli delle proprie province o regioni (in cui spesso si sono trovati sbalzati a centinaia di km).

È davvero certo, il ministro Bianchi, che negare le assegnazioni provvisorie, istituto che tutti i docenti provenienti dalle medesime graduatorie hanno sempre avuto, sia il metodo migliore per avviare il corretto svolgimento dell’anno scolastico con tutti i docenti in cattedra?

Siamo davvero certi che tutti i docenti vincolati che hanno appena concluso l’anno di prova, saranno tutti in sede il primo settembre?

La cosa più plausibile è che ognuno cercherà di fare largo uso di tutte le possibilità a propria disposizione per non tornare nelle sedi in cui è costretto a permanere, andando di fatto ad aggravare la problematica che si sta, ottusamente, cercando di ostacolare con l’uso della forza.

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